Gioco
Pozzi inquinati: multe per chi non si allaccerà subito all’acquedotto
Ordinanza del sindaco di Serravalle per i proprietari di case e aziende che si trovano all’interno della zona rossa
CAntagrillo. Che si tratti di case private oppure di aziende, tutti coloro che ricadono all’interno della cosiddetta zona rossa che ancora non lo avessero fatto dovranno allacciarsi al più presto all’acquedotto pubblico. Pena la revoca dell’abitabilità. È questo il senso dell’ordinanza firmata ieri dal sindaco di Serravalle Piero Lunardi per far fronte ai rischi per la salute umana che potrebbero derivare dall’inquinamento riscontrato nei pozzi che si trovano nell’area di via del Redolone, a Cantagrillo, da una parte e dall’altra di via Montabano.
È lì che con le analisi effettuate tra dicembre 2018 e aprile 2019 su una trentina di pozzi privati, in almeno una decina di casi l’Arpat ha verificato la presenza di cloruro di vinile e 1-2 dicloroetilene, in alcuni dei quali con concentrazioni ben al di sopra dei limiti di soglia. Un inquinamento che riguarda la falda superiore (quella che scorre attorno ai 20-30 metri di profondità), ma anche quella più profonda (70 metri) risulta contaminata, probabilmente per un miscelamento causato da quei pozzi che attraversano entrambi.
Già con due ordinanze del gennaio e del febbraio dell’anno scorso il Comune di Serravalle aveva vietato l’utilizzo per il consumo umano dei pozzi presenti nella zona a rischio, rendendo di fatto obbligatorio l’allaccio all’acquedotto pubblico per tutti. Ma sembra che non tutti abbiano provveduto a farlo. Per questo il sindaco è dovuto intervenire con una nuova ordinanza, in cui viene messo nero su bianco che possono utilizzare i pozzi solo coloro a cui l’Asl abbia rilasciato il necessario “giudizio di qualità e idoneità all’uso”. I proprietari privi del nulla osta hanno quindi l’obbligo o di allacciarsi alla rete o di installare delle cisterne di acqua potabile. Chi non lo facesse, andrebbe incontro, oltre che alle sanzioni amministrative previste, anche a una denuncia penale per il reato di “nosservanza dei provvedimenti dell’autorità”.
«Prossimamente – annuncia il sindaco Lunardi – provvederemo ad estendere i controlli incrociando le banche dati del nostro catasto che quelle di Publiacqua e della Provincia, per verificare se vi siano altre persone che hanno dei pozzi e che non si siano ancora allacciati all’acquedotto». —
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
