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«Forze dell’ordine denigrate» Tutti all’attacco dell’assessore

Tommaso Artioli
«Forze dell’ordine denigrate» Tutti all’attacco dell’assessore

Accuse e polemiche per la frase “rubata” dai microfoni durante una pausa del consiglio comunale. Anche il sindacato di polizia Sap invoca le dimissioni

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MONTALE. Prima la bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra della mozione con cui l’opposizione di centrodestra chiedeva l’intitolazione di una strada o una piazza ai caduti delle forze dell’ordine. Poi, un segmento di conversazione fuori onda, carpito dai microfoni e rimasto nella registrazione del consiglio comunale, in cui l’assessore alla cultura, Alessandro Galardini, avrebbe accostato le parole forze dell’ordine al termine “fascisti”. Sono questi gli elementi che hanno scatenato una pioggia di reazioni all’indomani della seduta del consiglio comunale di Montale di martedì 21 gennaio.. Prima tra tutte la richiesta di dimissioni dell’assessore Galardini da parte del capogruppo del centrodestra locale ed esponente leghista Franco Vannucci, alla quale hanno fatto eco le dichiarazioni di altri due esponenti del Carroccio: il commissario provinciale Sonia Pira e il deputato Gianni Tonelli.

«Il colmo – scrivono Pira e Tonelli – è stato raggiunto quando l’assessore ha espresso un giudizio davvero inaccettabile, definendo le forze dell’ordine “fascisti”.

Tra le prime reazioni, quella del Sindacato autonomo di polizia (Sap), che, col segretario nazionale Stefano Paoloni, definisce “scandaloso” quanto accaduto: «Come può un assessore commentare una mozione per l’intitolazione di una via o piazza ai caduti delle forze dell’ordine, dicendo che questi sono dei fascisti. L’assessore Galardini si vergogni e si dimetta. Come può un rappresentante delle istituzioni infangare la memoria dei nostri caduti, accecato da una becera ideologia che non ha rispetto neanche di chi ha versato del sangue per servire il Paese. Ci auguriamo che il sindaco di Montale prenda le distanze da questo assessore e lo estrometta dalla giunta».

Il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, oltre alle dimissioni, auspica l’intervento del prefetto: «Inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni denigri le forze dell’ordine definendole fasciste». A stigmatizzare l’episodio, anche il circolo montalese di Fratelli d’Italia e il coordinamento provinciale di Forza Italia.

Puntuale, ieri, la presa di posizione del sindaco di Montale, Ferdinando Betti. «Prendo atto delle scuse formali presentatemi dall’assessore Galardini, nelle quali spiega il senso delle sue esternazioni, – fa sapere Betti – ma trovo comunque necessario dissociarmi da tali epiteti infelici e gravi rispetto alle accuse di fascismo in esse contenute, che continuo a ritenere fuori luogo all’interno del nostro contesto democratico. Come rappresentanti delle istituzioni dobbiamo sempre essere consapevoli dell’impegno che ci e richiesto, quale debba essere il senso di responsabilità col quale dobbiamo agire e col quale dobbiamo esprimerci».

Poco prima, era stato lo stesso Galardini a scrivere al primo cittadino, ribadendo ciò che aveva già spiegato al Tirreno il giorno prima: «L’epiteto forte e pesante presente nella mia affermazione non era in alcun modo diretto alle forze dell’ordine, ma a quella compagine dedita a martellare l’opinione pubblica sul bisogno diffuso di sicurezza che, a mio parere, non si soddisfa con parole ma con iniziative e fatti. Nel ribadire l’incondizionata stima nelle forze dell’ordine, mi scuso se le mie parole, pronunciate in un contesto particolare, possano risultare offensive, poiché non era certo nelle intenzioni». —

Tommaso Artioli

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