Il Tirreno

Pistoia

allarme della camera di commercio 

Soldi per brevetti e marchi d’impresa Aziende nel mirino dei truffatori

M.D.

Lettere ingannevoli anche a tanti pistoiesi in cui viene  sollecitato il pagamento  tramite bonifico bancario per non perdere i diritti

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pistoia. La lettera, arrivata per posta, ha tutto l’aspetto di una comunicazione ufficiale. “Ministero dello Sviluppo economico, Ufficio italiano brevetti e Marchi” riporta l’intestazione. A seguire, dopo luogo (Roma) e data, la richiesta di denaro la registrazione del marchio d’impresa: un versamento di quasi 800 euro da effettuare urgentemente tramite bonifico bancario sul conto corrente dell’assessorato di registrazione. Unico indizio per sospettare che c’è qualcosa che non va, l’Iban, che inizia con le lettere “PL”, prova che quel conto non è a Roma bensì in Polonia.

A lanciare l’allarme per le lettere truffaldine che in questi giorni sono arrivate ad alcune aziende pistoiesi, è la Camera di commercio. «Segnaliamo che in questi giorni sta circolando nel mondo delle imprese la “comunicazione ingannevole” che, per opportuna conoscenza, vi inviamo in allegato. Si tratta di una lettera con richiesta di pagamento falsa relativa al deposito di domande di marchi e brevetti» spiegano dagli uffici di corso Gramsci.

Una modalità di truffa non nuova, che già da qualche mese ha mietuto vittime in altre parti d’Italia. Le lettere, che vengono ricevute per posta o a mezzo corriere, hanno sempre l’aspetto di una comunicazione ufficiale emessa da parte di un’autorità, come, ad esempio, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, oppure l’Ufficio dei brevetti europei.

I truffatori attingono ai nomi e agli indirizzi dei titolari dei brevetti o di coloro che hanno depositato domande di brevetto o di marchio, attraverso le banche dati ufficiali aperte al pubblico e facilmente consultabili on-line. Per poi chiedere denaro alle vittime di turno. Comunicazioni che sono formulate in modo tale da poter trarre in inganno il destinatario, che finisce per credere di dover corrispondere la somma richiesta per mantenere la tutela legale del suo titolo di proprietà intellettuale.

Nel caso della falsa lettera diffusa dalla Camera di commercio di Pistoia per mettere in guardia le aziende del territorio, vi si indicano il giorno di presentazione, il numero della richiesta, il nome del marchio depositato dall’imprenditore che l’ha ricevuta, a cui vengono chiesti 792 euro da pagare “entro e non oltre il 27 gennaio 2020”. —

M.D.

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