Sicurezza
Aggressione con coltello per il rombo della moto: alla sbarra due fratelli
pistoia. Non ne poteva più di quel vicino rumoroso. Che era solito utilizzare il cortile condominiale come se fosse un’officina, per mettere a punto la propria moto e, una volta finito, far rombare il motore per verificare che tutto fosse a posto. E dopo essersi rivolto più volte all’amministrare, quel pomeriggio del 23 settembre 2017, la sopportazione aveva raggiunto il limite. Dopo una discussione finita a male parole, aveva scavalcato il parapetto del terrazzo e, spalleggiato dal fratello subito sceso per le scale, aveva aggredito il vicino. Con un coltello. O, per lo meno, visto che l’arma non vene mai ritrovata, secondo la procura della Repubblica di Pistoia che, per i due fratelli, ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per il reato di tentato omicidio.
Martedì mattina, davanti al tribunale collegiale, si è svolta l’udienza di smistamento del processo che vede sul banco degli imputati Saimier Aughushi e il fratello Kreshich Augushi, entrambi quarantenni, operai edili incensurati, albanesi di origine ma da tempo residenti a Pistoia, in via della Concordia, alle Casermette. Assolte le formalità della presentazione delle testimonianze e delle prove da parte di pm e difesa, i giudici hanno fissato la data di inizio del dibattimento: il 7 aprile prossimo.
Come detto, ad innescare la lite e l’aggressione che ha portato al processo era stata la rumorosa abitudine della vittima (un operaio comunale deceduto un anno dopo per altre cause) di manutenere la propria moto nel cortile condominiale. Abitudine oggetto di varie proteste, in seguito alle quali l’amministratore del condominio aveva già inviato all’uomo delle lettere per invitarlo ad un maggior rispetto. Senza risultato.
Il 23 settembre 2017, sentendo il rombo della moto arrivare proprio sotto la finestra della camera da letto del suo figlio piccolo, Saimier Aughushi era uscito sul terrazzo per dirgli di smetterla, Come tutta risposta aveva ricevuto degli apprezzamento non graditi, relativi anche alla sua provenienza, al che era saltato giù da terrazzo. A quanto pare impugnando un coltello. A dargli manforte era accorso al suo fianco il fratello Kreshich.
È a questo punto che le tesi di pubblica accusa e difesa divergono. Secondo la ricostruzione della procura – Giuseppe Grieco il pm titolare delle indagini – le lesioni riscontrate sul corpo della vittima (7 i giorni di prognosi al pronto soccorso) sarebbero state causate dall’arma. Secondo l’avvocato difensore Erika Dugini, invece, si sarebbe trattato solo di contusioni ed escoriazioni: nessuna ferita da taglio.
Sul posto erano subito accorsi i poliziotti della questura, che, in effetti, non avevano mai trovato il coltello. Che però alcuni testimoni avrebbero visto chiaramente. La verità dovrà essere accertata nel corso del processo che inizierà ad aprile. —
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