Il Tirreno

Pistoia

la manifestazione 

“Siamo tutte pomone”, donne in piazza per far restare le opere di Marini a Pistoia

Martina Trivigno

«Ci stanno portando via il museo e noi ci opporremo con ogni mezzo, attendiamo l’esito del ricorso al Tar» 

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PISTOIA. Donne e uomini stretti in un unico, grande, abbraccio simbolico al museo Marini. Un gesto d’affetto verso Marino, pistoiese e artista illustre. Ma anche di protezione, per scongiurare il trasferimento delle opere del maestro da corso Fedi a Firenze, voluto dalla Fondazione Marini. Una cinquantina di persone si sono riunite, ieri pomeriggio, in piazza Gavinana – dopo un corteo partito dal Globo – per la manifestazione organizzata dal Conferenza delle donne democratiche di Pistoia. Tra le mani stringono uno striscione. “Siamo tutte pomone” , si legge, con riferimento ai nudi femminili realizzati dallo scultore pistoiese. Tutte insieme hanno attraversato il centro della città, fino al Palazzo del Tau. Per cingerlo, appunto, in un abbraccio.

«Siamo qui per difendere le opere del maestro perché rimangano a Pistoia – spiega Elena Trallori – Ci stanno portando via il museo e noi ci opporremo con tutti i mezzi. Si tratta di un’eventualità grave e drammatica. Il museo Marini è una parte fondamentale di Pistoia: per questo spetta a noi difenderlo. Quella di Marino in città è una presenza fondamentale e imprescindibile».

E ora c’è grande trepidazione in attesa che il Tar si esprima. Sì, perché è stata proposta la sospensione delle attività della Fondazione Marini fino alla decisione del Tribunale amministrativo, a cui la stessa Fondazione si è appellata contro il vincolo di pertinenza della Soprintendenza.

«In questo modo – spiega la senatrice Caterina Bini – è stato formalizzato l’indissolubile legame tra le opere di Marini e il luogo in cui sono esposte, il Palazzo del Tau. D’altronde, se le opere fossero spostate a Firenze, le porte della cultura della nostra città verrebbero chiuse a chiunque voglia conoscere, o anche solo ispirarsi, alle opere del maestro».

«La Conferenza delle donne democratiche, che vuole portare uno sguardo femminile all’interno della politica, è vicina a questo tema – sottolinea la consigliera comunale Antonella Cotti – Marino è un artista che ha portato il nome di Pistoia nel mondo. Non ci resta che aspettare l’esito del Tar, ma intanto siamo in prima linea per difendere il museo di corso Fedi. Un’altra manifestazione si svolgerà il prossimo 23 gennaio: tutti uniti per Marino».

La pensa così anche l’assessore regionale Federica Fratoni. «È fondamentale tenere alta l’attenzione – precisa – la vicepresidente della Regione, Monica Barni, ha preso una posizione netta a difesa delle opere di Marini. Queste iniziative sono importanti: rappresentano la prova che la città si è schierata a difesa di uno dei suoi artisti più amati».

Infine il consigliere regionale Marco Niccolai. «Quella della Fondazione è una scelta incomprensibile, sbagliata e anti-storica – conclude – e per rendersene conto basta osservare il grande affetto che la città ha nei confronti di Marino. Dobbiamo lottare, tutti insieme, perché le sue opere continuino a essere un vanto per Pistoia». –

Martina Trivigno

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