Sicurezza
Pugni e cinghiate alla moglie incinta, 41enne alla sbarra
Pistoia, da fine luglio l’uomo si trova sottoposto alla custodia cautelare in carcere accusato di lesioni aggravate, furto e maltrattamenti in famiglia
PISTOIA. Era stato soltanto l’ennesimo episodio di violenza, ma da quella sera, dal 29 luglio scorso, il 41enne nigeriano si trova dietro le sbarre. Da quando aveva preso a pugni, davanti ai figlioletti, la moglie, che aveva “osato” prendergli il telecomando per spengere il televisore affinché il volume troppo alto non svegliasse i bambini. Quell’episodio era costato all’uomo la misura della custodia cautelare in carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Reati che erano andati a sommarsi a quelli di lesioni aggravate, furto e utilizzo indebito di carta di credito per i quali era stato denunciato il 19 gennaio precedente per un’altra aggressione alla moglie, allora addirittura incinta dell’ultimo figlio.. Adesso, per tutte queste accuse, il 41enne nigeriano sarà processato con il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare. Il gup del tribunale, accolta la richiesta dell’avvocato difensore dell’imputato, ha riunito i due distinti procedimenti e ha rinviato il processo al 24 febbraio prossimo per la discussione.
Ad inizio 2018, ad intervenire a casa della coppia erano stati i carabinieri. In quell’occasione, l’uomo aveva preso a pugni sul volto e sul collo la moglie in stato di gravidanza, per poi prenderla a cinghiate e anche a morsi. Il tutto davanti ai figli di pochi anni (due all’epoca). Quindi le aveva sottratto il portafogli e col suo bancomat aveva prelevato 700 euro.
A fine luglio scorso, l’arresto in flagranza da parte dei poliziotti della Squadra volante della questura, che erano stati chiamati in aiuto da un vicino di casa, da cui la donna si era rifugiata dopo essere stata nuovamente presa a pugni, afferrata per il collo e spinta contro il muro dal marito, che l’aveva aggredita dopo che lei gli aveva spento il televisore. Gli agenti erano arrivati mentre l’uomo cercava di sfondare la porta del vicino. In quell’occasione la donna aveva trovato il coraggio di denunciare tutti i maltrattamenti subiti, iniziati già nel 2013. Scattato il “codice rosso”, il marito era stato arrestato ed è tuttora sottoposto alla custodia cautelare in carcere: troppo alto il rischio di reiterazione del reato.
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