Attenzione
Il pm ha chiuso le indagini per la morte di Blessing
Restano due gli indagati per i quali la procura di Bologna si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per il caso della bambina pistoiese annegata a luglio nel Reno
PISTOIA. Chiuse le indagini, al momento, salvo ulteriori sviluppi, restano due le persone indagate per la morte della piccola Blessing Okojie, la bambina pistoiese di 7 anni annegata il 2 luglio scorso mentre partecipava al campo estivo dell’Oratorio San Domenico Savio di Pistoia, in località Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme. La procura di Bologna ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini a Gianluca Bianchi, 47 anni, responsabile dell’oratorio, e a una volontaria dello stesso, Serena Maestrini, 27 anni Entrambi sono indagati per il reato di omicidio colposo.
Il primo, difeso dall’avvocato Giuseppe Alibrandi, chiamato in causa nella sua qualità di responsabile legale dell’Oratorio.
La giovane volontaria, difesa dall’avvocato Stefano Panconesi, per un triplice profilo. Anche se erroneamente, nella veste di componente del direttivo dell’Oratorio (lo era stata nel precedente). Quindi, essendo stata lei a raccogliere le iscrizioni dei bambini alla gita, secondo la procura non avrebbe correttamente informato i genitori di come si sarebbe svolta la giornata, compresa, eventualmente, la possibilità di fare il bagno nel fiume. Terzo profilo di responsabilità, quello relativo all’omessa sorveglianza: era stata designata come accompagnatrice incaricata di sorvegliare proprio quel gruppetto di bambini (una decina) di cui faceva parte la piccola Blessing Okojie, anche se poi, una volta al fiume, i vari gruppetti si erano uniti tra di loro e la sorveglianza era diventata un compito collettivo fra i vari volontari.
Adesso, prima di formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio, il pm titolare dell’inchiesta, Flavio Lazzarini, concederà almeno una ventina di giorni di tempo agli indagati per la presentazione di eventuali memorie difensive o per chiedere di essere interrogati e chiarire la propria posizione. Eventualità, quest’ultima, assai probabile.
Come detto, la tragedia è avvenuta il 2 luglio scorso. Le conclusioni della consulenza redatta dal perito incaricato dal pm di eseguire l’autopsia non ha dato risposte al perché quella bambina possa essere annegata in appena mezzo metro d’acqua. Hanno soltanto confermato quella che è stata fin da subito l’unica certezza. Che la morte della piccola Blessing era avvenuta per asfissia da annegamento. Il medico legale Federica Fersini ha infatti escluso qualunque tipo di concausa: nessun segno di violenza, nessun trauma, niente patologie endogene o malformazioni congenite... E neppure una congestione, visto che la piccola non aveva mangiato, né quel famigerato choc termico che ogni anno tante vittime miete anche fra gli adulti che passano dal sole alle acque relativamente più fredde del mare o di un lago e che perdono immediatamente i sensi.
La consulente del pubblico ministero, nella propria relazione, ha anche espresso le proprie valutazioni su quelli che sarebbero stati i tempi della tragedia, specificando come, in base alla letteratura scientifica, la morte per annegamento in acqua dolce avvenga in un lasso tra i 3 e i 5 minuti, a seconda della quantità di liquido inalato. Naturalmente dal momento in cui l’acqua entra nei polmoni a quello in cui inizia l’intervento di soccorso per liberare le vie respiratorie. —
Massimo Donati
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