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Violenza sulle donne, una panchina rossa Presto sarà aperta la casa di accoglienza
La cerimonia al circolo Arci del Nespolo dà il via una campagna che comprende anche la futura struttura di Bottegone
Pistoia. «La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci». «Se hai bisogno di aiuto, chiama il numero verde gratuito e anonimo 1522». Da ieri davanti al circolo Arci del Nespolo c’è una panchina rossa, simbolo e monito contro la violenza di genere e il femminicidio. In un Paese, il nostro, dove i numeri dicono che quasi una donna su tre è vittima di violenza e che il 78% di loro non sporge alcuna denuncia. Soprattutto quando la violenza accade all’interno delle mura domestiche e trovare il coraggio è ancora più difficile.
A volere la panchina rossa, il Comitato provinciale di Arci Pistoia, presieduto da Silvia Bini, che ieri mattina, di fianco all’ingresso del circolo ricreativo del Nespolo, la ha simbolicamente scoperta insieme al vicesindaco di Pistoia Anna Maria Celesti, la senatrice Caterina Bini, l’assessora regionale Federica Fratoni, Gloria Gilardoni, referente per lo sportello donna di Arci Pistoia e Valeria Vannucchi, consigliera del circolo Arci del Nespolo.
«Da questo circolo Arci – dice Silvia Bini – parte la nostra campagna “panchine rosse”, che vorremmo estendere a tutti i nostri circoli e Case del Popolo in provincia. Un impegno contro la violenza di genere che da anni Arci porta avanti e che ora vogliamo rafforzare ancora di più con una serie di iniziative sul nostro territorio».
Su tutte, l’imminente apertura di una casa per donne sole con bambini, che nei prossimi mesi, a Bottegone, potrà ospitare fino a un massimo di sette persone. Il progetto è finanziato attraverso i fondi di un bando regionale che il Comitato provinciale Arci Pistoia si è aggiudicato, e attraverso cui sosterrà la genitorialità di donne rimaste sole a crescere i propri figli e il loro reinserimento nel mondo del lavoro. A questo si affiancherà anche la riapertura dello “Sportello donna” di Arci Pistoia, sotto il coordinamento di Gilardoni, a cui le donne in difficoltà potranno rivolgersi per avere consulenze e informazioni su come trovare il coraggio per denunciare e liberarsi dalle violenze subite. Uno sportello e un’attività di sostegno che hanno l’obiettivo di integrarsi all’interno della rete di assistenza territoriale di Pistoia, affiancando l’azione della rete istituzionale – anch’essa ripartirà a breve, come ricorda Celesti – del “codice rosa”, di cui fa parte anche il Comune di Pistoia.
«La panchina rossa – dice Celesti – è solo un simbolo, ma come ogni simbolo ha il potere di richiamare la nostra attenzione ogni volta che ne vediamo una, costringendoci a riflettere. Un modo, anch’esso, attraverso cui è possibile contrastare la violenza di genere, che è un fatto culturale, e come tale deve essere affrontato». A fianco della rete di istituzioni e associazionismo, però, deve rafforzarsi anche il livello di attenzione e sensibilizzazione al tema, da parte di tutte le persone. «Ognuno di noi – ricorda la senatrice Bini – deve svolgere un ruolo di sentinella nei confronti di donne che vivono condizioni complesse, per aiutarle a uscirne». «Lo sforzo, in qualità di istituzioni – aggiunge l’assessora Fratoni – deve essere quello di mettere in campo tutti gli strumenti possibili, e sensibilizzare le persone a riconoscere i fenomeni, anche i più nascosti, di violenza di genere». –
Valentina Vettori
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