Il Tirreno

Pistoia

agliana 

Rimane ricoverato il dodicenne ferito alla mano dal petardo

S.B.

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AGLIANA. «La degenza va per le lunghe. Non so quando tornerà a casa il mio angelo», dice il babbo. Comunque sta meglio. Non è più sotto l’effetto continuo dei farmaci. Ma ancora è lì che lotta il dodicenne di Agliana. Ancora è lì che urla per i dolori lancinanti che gli prendono improvvisi alla mano. L’intervento del 4 gennaio durato cinque ore è riuscito. I chirurghi gli hanno riattaccato le due dita rimaste. La mano sinistra ha di nuovo pollice e mignolo. Ma non si sa se reggeranno. Il dodicenne rimane nel reparto post operatorio al sesto piano del Cto. Ma è sorto un altro problema. Il ragazzo sente male ad un orecchio. C’è il rischio che sia danneggiato. Ci vuole la visita di un otorino. Il fatto è noto. Sabato 4 gennaio l’esplosione di un petardo in via Garibaldi ha devastato la mano sinistra del dodicenne di Agliana. Un lago di sangue per terra. Indice, medio e anulare saltati via. Prima lo sgomento e il pianto. Poi la corsa con l’ambulanza al Meyer. Fino all’intervento d’urgenza al Cto di Careggi. C’è tutta Agliana in apprensione per il ragazzo di dodici anni. Intanto emergono altri particolari dell’accaduto. È il figlio che li racconta al babbo: «Il petardo era su un muretto. L’abbiamo preso, abbiamo fatto un giro e poi l’abbiamo fatto esplodere». Dunque, almeno da quanto riferisce il figlio al babbo, il petardo non è stato raccattato da terra. Era sopra un muretto.

Intanto il mare di solidarietà continua ad abbracciare la famiglia. Racconta il padre: «Sono venuti a trovarlo i compagni di scuola con le insegnanti, i ragazzi della squadra di calcio coi genitori. Hanno telefonato gli zii dal Nord Italia e la nonna da Marrakech». — S.B.

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