Italia
Bini: il ministro è con noi
Ma spuntano anche i contrasti nello schieramento politico Tutti d’accordo contro l’idea della Fondazione ma la sinistra parla di ritardi del Comune
PISTOIA.L’architetto Paolo Pedrazzini, presidente della Fondazione Marino Marini di Pistoia (per statuto la carica tocca a un familiare del grande artista e lui è nipote della moglie Marina Marini, all’anagrafe Mercedes Pedrazzini), stava già pensando da tempo al progetto di concentrare su Firenze le opere d’arte di Marino custodite a Pistoia. Progetto che ha cominciato a profilarsi nel cda della Fondazione (dove per Pistoia siede il sindaco Tomasi) verso ottobre 2018. Poi la cosa è emersa ai primi di dicembre solo grazie ad un polemico messaggio su Facebook dell’ex sindaco Samuele Bertinelli.
Per questo ieri mattina la consigliera comunale Tina Nuti (Pistoia spirito libero) è tornata ad accusare l’amministrazione comunale di aver taciuto troppo a lungo. Comunque ora l’obiettivo è una lotta comune per far retrocedere la Fondazione Marino Marini dalle sue intenzioni.
La senatrice Caterina Bini (Pd) è partita dall’iniziativa della Soprintendenza che ai primi di dicembre ha posto un vincolo pertinenziale sulle opere custodite a Pistoia, in base al quale nessuno spostamento si può fare. Bini ha assicurato che anche il ministro Dario Franceschini sostiene la stessa linea.
Contro la Sovrintendenza la Fondazione ha fatto ricorso al Tar e ora si può solo attendere la decisione dei giudici. Bini ha spiegato che se il Tar darà torto alla Fondazione, quest’ultima non potrà certo chiudere il museo con le opere dentro. Se invece il Tar bocciasse la Sovrintendenza, «occorrerà agire con tutti i mezzi legali – ha sottolineato Bini – per far rispettare le volontà della vedova Marini, che voleva a Pistoia queste opere d’arte».
La senatrice Barbara Masini (Forza Italia) ha sottolineato che su ritardi del Comune e grestione pregressa del museo le idee dell’attuale maggioranza che governa la città sono diverse dalle vedute della sinistra, ma che non è questo il momento di discutere di queste divergenze. «Bidsogna rimanere uniti per ottenere un risultato, perché questa decisione del cda della Fondazione è un disastro. Dobbiamo essere noi i cavalieri di Marini, se perdiamo questo museo per la città sarebbe un ritorno al Medio Evo». Alessandro Cenerini (Pistoia sorride) ha ignorato l’appello della senatrice Masini per ribadire che «il museo Marini è una risorsa fondamentale per la città, ma occorre che riflettiamo anche sulla mancanza di politiche culturali dell’attuale giunta. Pistoia capitale del 2017 poteva essere fatta meglio, ma dopo c’è stato un deserto». E un intervento critico sulla gestione del museo Marini e sulla politica culturale e turistica della città in generale ha provato ad articolare anche lo studioso d’arte Tiziano Panconi, più volte però interrotto anche da alcuni manifestanti che lo hanno preso per un sostenitore del trasloco delle opere. Cosa che – lo ha precisato lui stesso – non è assolutamente vera. —
F.C.
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