Gioco
Il prefetto chiede spiegazioni sul blitz alla Fondazione Marini
Lettera di Zarrilli al cda dell’ente che vuol ridimensionare il museo pistoiese Stamani nuova manifestazione in difesa delle opere del grande artista
PISTOIA. La prefettura tiene un occhio attento sulla vicenda che riguarda il museo Marino Marini e la volontà della Fondazione omonima, presieduta dal l’architetto Paolo Pedrazzini, di spostare a Firenze le opere del grande scultore pistoiese conservate a palazzo del Tau.
Dopo il “blitz” dello stesso Pedrazzini, il 23 dicembre, quando il presidente rimase a lungo negli uffici della Fondazione pistoiese, copiando numerosi documenti, il prefetto Emilia Zarrilli ha scritto alla Fondazione stessa chiedendo spiegazioni sull’accaduto, alla luce del fatto che il materiale presente a Palazzo del Tau, è sottoposto ad un vincolo pertinenziale specifico emesso dalla Sovrintendenza ai beni archeologici e artistici. È vero che proprio contro quest’atto la Fondazione ha fatto ricorso al Tar: ma è altrettanto vero che, finché i giudici amministrativi non si pronunceranno, il vincolo rimane.
La Fondazione Marini ha tempo fino a lunedì per offrire le sue spiegazioni, dopo di che la prefettura potrà prendere i provvedimenti opportuni, fino all’annullamento delle iniziative della Fondazione.
Intanto per oggi è stata promossa dai consiglieri comunali di minoranza una nuova mobilitazione davanti al museo Marino Marini, in corso Silvano Fedi. «La Fondazione Marino Marini – si legge in una lettera di Tina Nuti (Pistoia spirito libero) da oltre un anno, sta preparando un’azione mirata e studiata a trasferite presso il museo di Firenze gran parte delle opere presenti a Pistoia e cercherà di perseguire il proprio scopo in tutti i modi. Inoltre il cda ha deciso di sospendere le attività per cui nei prossimi mesi il Museo rimarrà aperto, così ci auguriamo, ma non ci saranno i corsi per bambini, alunni, anziani, portatori di handicap.... quelle attività che noi tutti abbiamo frequentato e che i nostri ragazzi fin dalla scuola dell’infanzia hanno apprezzato. Il personale del Museo infatti non ha certezze circa il posto di lavoro».
L’appello di Tina Nuti ricorda poi che «le disposizione testamentarie di Marina stabilivano che le decisioni fossero concordare con la direttrice Maria Teresa Tosi, il vincolo quindicennale scade nel 2023 e già adesso il Presidente della Fondazione Marini, nonché nipote di Marina, non tiene conto di tale disposizione».
La consigliera Nuti non manca di criticare l’atteggiamento del sindaco Alessandro Tomasi. «Resta aperto il tema del perché il sindaco abbia informato il consiglio comunale soltanto il 2 dello scorso dicembre: avremmo potuto fin dall’ottobre 2018 mobilitarci e rendere più difficoltose le scelte avvenute nel 2019».
Ricordiamo infine che sul tema è aperta sulla piattaforma Change.org una petizione lanciata dal Tirreno per la salvaguardia delle opere di Marini a Pistoia che ha raggiunto i 356 sottoscrittori in pochi giorni. —
Fabio Calamati
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