Il Tirreno

Pistoia

la protesta 

«Qui non vendiamo più Il Comune ci faccia andare in via Curtatone»

Tommaso Artioli
«Qui non vendiamo più Il Comune ci faccia andare in via Curtatone»

Gli ambulanti di piazza Spirito Santo rivolgono un appello al sindaco Alessandro Tomasi per poter trasferire le attività 

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PISTOIA. Passano poche persone e gli incassi sono sempre più bassi. Da quando gli ambulanti sono tornati in piazza dello Spirito Santo all'inizio del 2019, il mercato delle scarpe del mercoledì e del sabato non decolla e tra i proprietari dei banchi c'è chi rimpiange la sistemazione provvisoria in via Curtatone e Montanara. Per questo alcuni di loro tornano a chiedere di essere spostati in altre zone del centro.

«Piazza dello Spirito Santo – spiega Roberto Biancardino che parla anche a nome di Roberta Peri, Roberto Casciano, Veronica Lubrani – non è più agibile dal punto di vista del commercio. Prima che la piazza fosse chiusa per la ristrutturazione gli incassi erano decisamente più alti. Da qui adesso passano molte meno persone rispetto ad altre zone del centro e c'è chi tra noi commercianti inizia ad essere in difficoltà anche a pagare il suolo pubblico».

È di circa 1000 euro a stallo il costo annuale per l'occupazione della piazza. A questa cifra, ricordano i proprietari dei banchi, vanno aggiunti 120 euro per l'ingresso nella Ztl e 100 euro circa per la spazzatura ogni anno.

«Nei mesi scorsi – prosegue Biancardino – abbiamo fatto presente la situazione al sindaco Alessandro Tomasi ed abbiamo portato una ventina di firme in Comune chiedendo di essere spostati, ma per adesso non è cambiato niente. Così rischiamo di non riuscire ad andare avanti. In piazza dello Spirito Santo ormai non viene più nessuno e da 21 banchi siamo rimasti in 17. Qualcuno ha cessato l'attività perché è andato in pensione, qualcun altro perché non ce la faceva più a proseguire».

In molti vorrebbero tornare in via Curtatone e Montanara, dove il mercato delle scarpe era stato spostato per circa un anno e mezzo durante i lavori alla piazza.

«Da quando siamo tornati qui – sottolinea Luciano Baroncelli – gli incassi, a seconda dei casi, si sono dimezzati. Se non cambia nulla, rischiamo di chiudere tutti».

È sempre più difficile, dunque, la situazione del commercio ambulante in quella che tutti hanno sempre chiamato “Piazza delle scarpe”; un luogo del centro storico di Pistoia che tradizionalmente veniva identificato con l'attività di commercio del mercato settimanale. —

Tommaso Artioli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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