La manifestazione
Amianto killer: ex dirigente Breda sotto processo
PISTOIA. Si è aperto ieri davanti al giudice monocratico del tribunale il processo a carico di Roberto Cai, 81 anni, ex dirigente della Breda Costruzioni ferroviarie, accusato del reato di omicidio colposo per la morte di Enio Ceccherini, un operaio dello stabilimento pistoiese: entrato al lavoro nel 1964 e andato in pensione nel 1990, era rimasto quindi a lungo a contatto con l’amianto, che a quell’epoca veniva utilizzato normalmente per coibentare le carrozze dei treni. Come avvenuto a tanti colleghi della sua generazione, anche Ceccherini si ammalò di mesotelioma pleurico, forma tumorale legata tipicamente al contatto con le fibre di amianto (si calcola che a Pistoia siano state oltre 130 le morti).
Dopo il decesso dell’ex operaio, mel marzo 2015, la procura della repubblica applicò la procedura consueta in questi casi: autopsia d’ufficio e valutazioni sui periodi di esposizione e le possibili responsabilità. Va ricordato infatti che sulle morti da amianto alla Breda sono già stati processati sia Roberto Cai che altri tre dirigenti, tutti assolti nel 2004. Come già in altri due casi recenti, per questo procedimento la procura aveva chiesto l’archiviazione, ma la gup Patrizia Martucci aveva disposto l’imputazione coatta.
L’udienza di ieri è stata dedicata alla presentazione delle prove da parte di pm e difesa. Il legale dell’imputato, l’avvocato Andrea Niccolai, ha prodotto anche le due recenti sentenze di assoluzione per casi simili per i quali Cai era stato processato con il rito abbreviato e ha chiesto l’acquisizione delle trascrizioni del primo processo per l’amianto killer alla Breda: il 1° giugno 2004 il giudice assolse gli imputati (sentenza poi confermata in appello nel marzo 2008) per l’impossibile di stabilire l’effettiva responsabilità di ciascuno dei dirigenti che negli anni si erano succeduti alla guida dello stabilimento di via Ciliegiole poi finiti sotto processo (fra i quali Cai è l’unico ancora in vita). Sulla base di tale giurisprudenza, quasi tutti i successivi casi di morte da amianto erano stati via via archiviati. —
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