Il Tirreno

Pistoia

lavoro e ambiente 

Al via il progetto “Vivai e salute” sotto controllo 1.500 aziende

Fabio Calamati
Terreni coltivati a vivaio nella piana pistoiese (foto Lorenzo Gori)
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Terreni coltivati a vivaio nella piana pistoiese (foto Lorenzo Gori)

Pistoia, Asl e Regione pronte a partire. Le verifiche dureranno tre anni, anche per chi abita vicino alle aziende

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PISTOIA. Partirà quest’anno il progetto di Regione e Asl “Vi vai e salute”: tre anni per mettere sotto controllo le 1.500 aziende e gli oltre 6.000 lavoratori (tra diretti e indotto) del distretto vivaistico pistoiese e misurare il reale impatto dell’uso dei fitofarmaci in questo settore produttivo. Non solo: l’Asl controllerà anche le ricadute sulla salute degli abitanti, la qualità dell’aria nelle loro case e la presenza di pesticidi sulla frutta e la verdura dei loro orti. I risultati saranno resi noti attorno al giugno 2022. Il costo complessivo sarà di 295.000 euro.. Il tema non è certo nato oggi. Il Centro di riferimento regionale sulla prevenzione, igiene e sicurezza nel florovivaismo è al lavoro sul tema addirittura dal 2005, ma nella sua attività ha trovato “la parziale e incostante partecipazione delle molte aziende di piccole, medie e grandi dimensioni e la difficoltà ad accedere alle banche dati dei servizi fitosanitari”, come si legge nella presentazione del progetto. Oggi, però, il clima è mutato. Tutto il mondo del vivaismo ha preso coscienza non solo che il rispetto dell’ambiente è un dovere verso sé stessi e verso gli altri, ma che una produzione “green” si vende meglio sul mercato. Non a caso proprio nei giorni scorsi un nome simbolo del vivaismo pistoiese, come Vannucci, ha presentato un vivaio “glifosate-free”.

Il progetto prevede il monitoraggio della salute dei lavoratori e la promozione di buone pratiche, in particolare effettuando uno studio epidemiologico sugli addetti alle aziende vivaistiche, aggiornando quello già esistente che riguarda però solo 1.700 dipendenti.

«Nel progetto – spiega il dottor Francesco Cipriani, direttore della struttura di Epidemiologia – è compresa anche la valutazione della salute degli addetti alla attività vivaistiche con uno studio epidemiologico di coorte retrospettivo, al fine di valutare i rischi in base al grado ed alla durata di esposizione. Con la collaborazione dei medici competenti e delle associazioni di categoria del comparto florovivaistico pistoiese sarà effettuata una rivalutazione dei documenti di valutazione del rischio disponibili in ogni azienda vivaistica». Sarà poi accuratamente mappata l’estensione delle aziende. Infine verrà monitorato l’uso dei fitofarmaci nelle aziende, aprendo i loro registri dei trattamenti.

Una parte del progetto è poi mirata, come detto, al controllo delle condizioni di salute della popolazione. Un possibile fattore di rischio in questo senso, come sottolinea la dottoressa Paola Picciolli, responsabile della struttura di igiene pubblica e nutrizione dell’Usl area pistoiese, è «l’elevato numero di opere di captazione (pozzi, ndr) non censite e non controllate». Un fronte sul quale, dunque, occorrerà concentrare l’attenzione.

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