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Pistoia

Centodieci candeline per Mati 1909 grande nome del vivaismo pistoiese

Centodieci candeline per Mati 1909 grande nome del vivaismo pistoiese

Francesco Mati: «Siamo alla quinta generazione, quest’azienda è sempre stata avanti di anni rispetto ai mercati»

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PISTOIA. Centodieci anni di vita sono un traguardo che poche aziende possono vantare. MATI 1909 è una di quelle, tanto che nei giorni scorsi ha spento le 110 candeline con un evento a cui hanno partecipato 350 persone (top client, amici e appassionati) provenienti da tutta Italia. Una festa organizzata nei nuovi spazi convegni ed eventi delle serre appena ristrutturate. L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Fernando Caruncho, architetto e paesaggista di fama internazionale, il quale ha fatto il punto su come è cambiato il mondo del verde.

Fabio Fondatori, il marketing manager, nella sua introduzione ha detto: «“Tutte le aziende nascono con la famiglia. Si tratta poi di vedere quanto durano”. Questa frase è dell’avvocato Gianni Agnelli ed esprime meglio di ogni altra le difficoltà di un’impresa familiare di resistere ai cambiamenti delle epoche, dell’economia, della cultura e dei valori dominanti. Una statistica di Confindustria dice che oggi su 100 aziende familiari solo il 30% sopravvive ai primi 20 anni di attività. Delle 100 aziende italiane che un secolo fa erano dominanti, oggi solo 15 sono ancora in vita. Tuttavia esistono aziende, familiari e non, che sono riuscite a resistere ben oltre i cento anni. Ne è un esempio MATI 1909. Oggi siamo qui per celebrare i primi 110 anni di questo gruppo di aziende che si riconosce nell’albero rosso del logo MATI 1909. Siamo qui a ripercorrere una storia di più di un secolo di un’attività e di una famiglia, che non ha certamente il potere economico e di mercato delle grandi multinazionali del terzo millennio, ma è stata in grado di superare guerre, crisi economiche e stravolgimenti epocali. Di trasformare il modo di fare impresa, la compagine della società e i prodotti, adattandosi allo spirito dei tempi. Perché 110 anni per noi sono pochi e abbiamo ancora tanta fame di crescere e di apprendere. Con umiltà e passione. Come abbiamo sempre fatto».

«Festeggiare un evento come questo – ha detto l’imprenditore Francesco Mati – ci obbliga a pensare a tutto quello che è stato fatto, ma soprattutto a quello che possiamo fare. Abbiamo la quinta generazione che sta iniziando a entrare in azienda: ci sono due nipoti e un figlio già attivi i quali ci fanno pensare che oltre ai 110 anni ci saranno altri festeggiamenti. È quello che ci auguriamo. Il percorso che la nostra azienda ha fatto in 110 anni è stato uno spunto per un intervento che ho fatto a un convegno internazionale sull’evoluzione, l’evoluzione tecnologica. Andando a studiare quello che hanno fatto il mio bisnonno, mio nonno e mio padre e anche quello che abbiamo fatto noi tre fratelli Mati negli ultimi 20 anni, si vede che il concetto dell’innovazione ha portato una trasformazione all’interno dell’azienda. E questo ha segnato un’evoluzione. La trasformazione ha portato quest’azienda a essere sempre uno, due, cinque anni avanti rispetto ai mercati, rispetto al mondo contemporaneo che stiamo vivendo. Vedo con piacere che sia i miei nipoti che mio figlio hanno quest’approccio, sono curiosi. Ed è la curiosità che ci spinge sempre di più ad andare avanti»

«La nostra responsabilità – ha sottolineato Paolo Mati – è portare avanti un lavoro che nasce da una storia di 110 anni ma che tutti e tre, io e i miei fratelli Francesco e Andrea, proiettiamo in maniera continuativa verso il futuro. Abbiamo appena ristrutturato queste serre; qui c’erano dei ruderi degli anni Cinquanta non più utilizzabili. Per questo abbiamo deciso di mettere in atto un grande investimento ristrutturando questi spazi, anche se il periodo storico da questo punto di vista è molto particolare. D’altra parte a noi piacciono le sfide e quindi abbiamo tirato su queste strutture che utilizziamo come showroom per le piante che vivono di solito in climi più caldi e talvolta anche per convegni o eventi. Un ringraziamento va ai ragazzi in vivaio che portano avanti una storia importante, d’estate a 40 gradi, d’inverno a – 5; ai ragazzi della Giardineria Italiana che la mattina alle 4, alle 5, alle 6 partono e vanno a realizzare giardini un po’ in tutta Italia, a volte anche in giro per l’Europa; ai ragazzi dell’ultimo progetto realizzato: il ristorante Toscana Fair». –

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