Il Tirreno

Pistoia

Una petizione del "Tirreno" in difesa del Museo Marini

Marino Marini e Igor Stravinkij
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Marino Marini e Igor Stravinkij

Appello al presidente della Fondazione per tenere le opere dell'artista a Pistoia. I lettori possono firmare la richiesta sulla piattaforma online Change.org

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PISTOIA. “Il Tirreno” si schiera a fianco dei cittadini pistoiesi in difesa della permanenza del museo Marino Marini e della collezione di opere dell'artista nella città che lo vide nascere. E per farlo, lancia una petizione rivolta al presidente della Fondazione Paolo Pedrazzini sulla piattaforma online Change.org - sottoscrivibile a questo link - in cui chiama a raccolta l'intera città, e chiunque condivida la volontà di scendere in campo per tutelare il patrimonio artistico e la memoria di Marino. La petizione, che si affianca alle diverse manifestazioni di affetto verso Marini che i cittadini stanno già dimostrando da alcuni giorni, arriva in seguito alle minacce, molto più che concrete, da parte della Fondazione pistoiese dedicata all'artista di trasferire le opere del museo Marino Marini, ospitato dal 1989 nel complesso del Tau in corso Silvano Fedi, di proprietà comunale, all'interno del museo San Pancrazio di Firenze, che accoglie già una collezione di opere del pittore e scultore visionario.

Un vero e proprio schiaffo alla città arrivato alla metà di dicembre, quando il consiglio di amministrazione della Fondazione Marini (presieduto da Paolo Pedrazzini, nipote di Mercedes “Marina” Pedrazzini , moglie dell'artista) ha votato a maggioranza – l'unico voto contrario è stato quello del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – il trasferimento delle opere a Firenze e l'interruzione delle attività del museo. Un macigno piombato su Pistoia nel silenzio totale dell'amministrazione comunale (nonostante le intenzioni di Pedrazzini si fossero manifestate già diversi mesi addietro) che è poi corsa ai ripari nominando come legale esterno di Palazzo di Giano Alessio Colomeiciuc.

L'avvocato che avrà il compito di difendere le ragioni del Comune di Pistoia nei confronti della Fondazione Marino Marini, avanzando le iniziative giudiziarie da mettere in campo per scongiurare il trasferimento delle opere. Cavilli giuridici da ricavare nelle pieghe del lascito testamentario di Marina, proclamata cittadina onoraria di Pistoia nel 2001, che alla città volle dedicare il patrimonio artistico e culturale dell'adorato marito. E tra gli elementi a cui aggrapparsi per difendere quel legame indissolubile tra il maestro, nato a Pistoia nel 1901, la sua città e il Palazzo del Tau bisognerà far valere anche quel vincolo di pertinenza posto dalla Soprintendenza alle belle arti nelle scorse settimane.

Nel frattempo una parte della città, come “Il Tirreno” testimonia da giorni, si è già mobilitata con un primo sit-in fuori dal museo il 23 dicembre, mentre le minoranze in consiglio comunale hanno organizzato un presidio in difesa delle opere del maestro pistoiese, attaccando fuori dal Palazzo del Tau un grande striscione con la scritta provocatoria “Vendesi”. Tra le loro richieste al sindaco, la riapertura del dialogo con il presidente della Fondazione, Pedrazzini, e un consiglio comunale aperto sulla vicenda, in cui far intervenire tutti gli enti istituzionali coinvolti, dalla Soprintendenza alla Regione Toscana, passando per il Comune di Firenze. Ma anche e soprattutto la richiesta al sindaco di far valere sul piatto della bilancia le ragioni politiche e culturali di una città che, mai come in questo momento, rischia di perdere un luogo di rara cultura e bellezza,
unico al mondo.

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di Redazione web