Il Tirreno

Pistoia

Pensione e reddito di cittadinanza: l’Isee è da rifare pena la sospensione

Martina Trivigno

In provincia di Pistoia sono quasi 3.500 le famiglie che si sono viste riconoscere questa forma di sostegno  

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PISTOIA. Anche per il 2020 sono state confermate reddito e pensione di cittadinanza, ma occhio al rinnovo dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Sì, perché qualora non venisse rinnovato, la misura sarà momentaneamente sospesa pure a chi ne sta già usufruendo. Questo è quanto stabilito dal decreto numero 4 del 2019 (poi convertito in legge). È l’articolo 5 del decreto a fissare, infatti, l’aggiornamento dell’Isee. Pena l’esclusione dalla misura economica che è stata una dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle per combattere la povertà e, al tempo stesso, offrire occasioni di lavoro. Soltanto nell’intera provincia di Pistoia, il reddito di cittadinanza è percepito da ben 2.890 famiglie (i dati, forniti dall’Inps, sono aggiornati al novembre di quest’anno) per un totale di 6.847 persone coinvolte e un importo medio mensile di 502,79 euro.

Ma le domande per ottenere il reddito di cittadinanza sono state molte di più: 3.705, infatti, sono state accolte, ma le persone che si sono rivolte a Caaf e patronati per chiedere di percepire la misura sono state tantissime. In diversi sono rimasti a bocca asciutta: l’Inps, infatti, ha respinto o cancellato (ad esempio per la mancanza dei requisiti Isee) ben 2.257 richieste provenienti soltanto dalla provincia di Pistoia, mentre 230 sono decadute e 414 sono ancora in lavorazione e di queste, dunque, non si conosce l’esito.

Molto inferiori, invece, i numeri sul fronte della pensione di cittadinanza nella nostra provincia: 585 i nuclei coinvolti per un totale di 672 persone toccate e un importo medio mensile che sfiora di poco i 200 euro, mentre le domande presentate per “Quota 100” (che consente di andare in pensione anticipatamente sommando età anagrafica e contributi) sono 840 (il dato è aggiornato a novembre di quest’anno).

Ma chi voglia continuare a percepire reddito e pensione di cittadinanza cosa deve fare? Innanzitutto occorre prestare attenzione alle scadenze. Le attestazioni Isee già presentate saranno valide soltanto fino al 31 dicembre di quest’anno. Dal 1° gennaio 2020, poi, diventerà obbligatoria la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) precompilata dall’Inps. Che in sostanza consentirà – una volta accertato il mantenimento dei requisiti economici previsti dalla legge – di continuare a usufruire del reddito di cittadinanza fino alla sua naturale scadenza.

«D’ora in avanti non ci aspettiamo certo un boom di domande per queste due misure di sostegno economico perché c’è già stato all’inizio, quando sono state varate – spiega il segretario generale Cgil Pistoia, Daniele Gioffredi – Per quanto riguarda il rinnovo dell’Isee, il personale del nostro Caaf ha già fissato un appuntamento con chi ha già fatto domanda e sta beneficiando della misura. Contiamo, quindi, che eventuali difficoltà vengano risolte senza intoppi».

«Un plauso all’idea – prosegue il segretario Cgil – ma lo strumento adottato, ovvero il reddito di cittadinanza, non è adeguato: nessuno, infatti, ha trovato lavoro grazie a questa misura né tantomeno sono state create occasioni. Sarebbe stato molto meglio potenziare il reddito d’inclusione (Rei), che prevedeva un beneficio economico e, al tempo stesso, un progetto d’inclusione sociale per uscire dalla condizione di povertà».

Gioffredi, poi, è critico anche su “Quota 110”: «Avrebbe dovuto abolire la legge Fornero – conclude – invece ha escluso molti e incluso pochi». —

Martina Trivigno

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