Italia
Con un grande striscione “Vendesi” opposizioni in piazza per salvare il museo
I capigruppo puntano il dito contro l’immobilismo della giunta Tomasi e annunciano un presidio permanente da martedì
Pistoia. “Vendesi”. È la scritta, a lettere cubitali, che ieri mattina i capigruppo e i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Pistoia hanno appeso simbolicamente fuori dal Museo Marino Marini, al civico 30 di corso Silvano Fedi.
Un flashmob indetto in difesa della collezione dell’artista pistoiese, che rischia di essere trasferita a Firenze, nel museo di San Pancrazio, dopo la delibera approvata dal consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini di Pistoia (l’unico voto contrario è stato quello del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi) favorevole al cambio di sede.
Un presidio, quello lanciato in modo unitario dalle forze politiche di opposizione, che da martedì 31 dicembre dovrebbe diventare permanente. L’ultimo gesto in strenua difesa del museo dedicato a uno dei più illustri cittadini di Pistoia, in occasione del quale i consiglieri tornano ad accusare il sindaco e la giunta comunale di un imperdonabile lassismo. Un atteggiamento di «rassegnato permissivismo – dicono – che non ha fatto altro che rendere ancora più fertile il terreno su cui si è mosso Pedrazzini», che è l’attuale presidente della Fondazione Marino Marini, e nipote di Mercedes “Marina” Pedrazzini, moglie di Marino.
Al sit-in, i capigruppo Walter Tripi (Pd) – con i consiglieri dem Antonella Cotti e Alvaro Alberti – Federica Bonacchi (Pistoia Città di tutti), Tina Nuti (Spirito libero), Alessandro Cenerini (Pistoia sorride), Giovan Battista Grasso (Italia Viva) e Nicola Maglione (M5s).
«La collaborazione in difesa del museo da parte dell’opposizione – sottolinea Maglione – è massima, ma siamo qui per denunciare i gravi ritardi dell’amministrazione nel mettere in campo tutti gli strumenti possibili che avrebbero potuto evitare di arrivare a questo punto».
«Il sindaco aveva due possibilità – chiosa Bonacchi – da una parte impugnare la delibera del cda e dall’altra coinvolgere tutte le istituzioni. Lo ha fatto?».
«Vogliamo risposte chiare – gli fa eco Cenerini – e vogliamo poterci confrontare con la Fondazione Marini in un consiglio comunale aperto alla città, che veda la presenza anche del Comune di Firenze e della Regione Toscana».
«Se siamo arrivati a questo punto – è l’affondo di Tripi – è evidente che il sindaco non ha mosso un dito per intervenire in difesa di Pistoia e dei suoi cittadini da questo grave gesto. E non si può far finta di niente, bisogna coinvolgere l’intera città in questa battaglia».
«Non basta rispondere con comunicati stampa e con nomine tardive di legali esterni – commenta Nuti – bisogna mettere in campo azioni concrete in difesa del nostro museo Marini».
«Oggi siamo qui – conclude Grasso – per supplire all’incapacità di risposta dell’amministrazione a questa decisione della Fondazione. E faremo il possibile per difendere questo luogo di cultura dagli attacchi che sono arrivati». —
Valentina Vettori
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