Toscana
Vertenza amianto, a gennaio riparte la trattativa
Pistoia, fissato un tavolo di confronto al Ministero del lavoro per i prepensionamenti dei lavoratori esposti che aspettano da mesi
PISTOIA. C’è una nuova data che i lavoratori Hitachi e AnsaldoBreda in attesa di prepensionamento per l’esposizione all’amianto possono cerchiare di rosso nei loro calendari. È quella del 9 gennaio 2020: quel giorno, infatti, il Ministero del lavoro ha accettato di aprire un tavolo tecnico su tutta la vicenda, che a Pistoia – lo ricordiamo – interessa circa duecento lavoratori.. È questo il principale frutto della manifestazione-presidio che si è svolta venerdì 20 dicembre a Roma. La notizia è contenuta in una nota diffusa dai sindacati confederali Fim, Fiom e Uilm. La manifestazione era stata indetta per protestare contro l’atteggiamento dell’Inps nazionale e dello stesso Ministero, che si sono finora rifiutati di riconoscere i benefici pensionistici a tutti i lavoratori che ne hanno diritto e che hanno depositato la domanda entro i termini previsti.
La nuova data, bene chiarirlo, è forse l’unica vera buona notizia emersa dalla giornata di lotta del 20 dicembre e dal successivo incontro di una delegazione di lavoratori e sindacalisti con la sottosegretaria al lavoro Francesca Puglisi.
Per il resto, infatti, il faccia a faccia seguito al presidio ha fatto emergere due elementi preoccupanti, segnalati nel comunicato sindacale. Il primo: secondo l’Inps solo dopo aver esaminato tutte le domande di certificazione (potenzialmente circa cinquemila) si potrà dar seguito al riconoscimento del diritto al prepensionamento anticipato. Secondo i sindacati, invece, sarebbe più corretto definire graduatorie annuali, a partire dalle 400 già giacenti (di cui 200 circa, come detto, sono pistoiesi).
Secondo punto negativo: le risorse ad oggi stanziate per i prepensionamenti, secondo il Ministero, non sarebbero sufficienti neanche per le 400 domande già depositate. E questa circostanza acquisisce risvolti drammatici in quei casi in cui (non a Pistoia) vi sono ammortizzatori sociali in scadenza al 31 dicembre e quindi persone che rischiano di iniziare il 2020 senza pensione e senza reddito.
A fronte di questi problemi emersi, c’è una circostanza ulteriore che contribuisce ad una maggiore chiarezza sulla vicenda. E cioè il fatto che il Ministero ha anticipato la volontà di fissare un termine ultimo per la presentazione delle domande di certificazione, inserendo nel decreto “milleproroghe” un termine perentorio, congruo, che – dicono i sindacati – “potrebbe essere d’aiuto per quei lavoratori dipendenti da imprese che tardano nel produrre la complessa documentazione richiesta da Inail e Inps”.
Tornando all’incontro del 9 gennaio, “Fim, Fiom e Uilm nazionali – si legge nella nota congiunta – sono impegnate a consegnare al Ministero una fotografia puntuale... al fine di individuare una soluzione concreta, rapida e strutturale”.
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