La protesta
Natale, il messaggio di Tardelli: «Non sappiamo accogliere»
Pistoia, contrasti e tensioni globali ma anche in città: migranti, ambiente, commercio. L’invito a mettersi davanti al presepe per ridiscutere le proprie scelte
PISTOIA. È venato di tristezza il messaggio di Natale del vescovo Fausto Tardelli, anticipato ieri pomeriggio alla stampa durante un semplice incontro per lo scambio degli auguri. «Da un po’ di tempo – scrive Tardelli – non riesco purtroppo a pensare al Natale coi colori della festa, delle luci e dell’allegria. Non me ne vogliate. Non ci riesco perché, quasi come un’ossessione, mi viene subito alla mente come il Salvatore del mondo fu accolto – perché di Lui si parla a Natale, il Natale è il Suo – quando venne nel mondo per dare compimento alle promesse antiche».. Tardelli cita i versetti dell’evangelista Giovanni («Veniva nel mondo la luce vera eppure il mondo non lo ha riconosciuto») e il riferimento è ovviamente alla nascita di Gesù in una povera mangiatoia, tra gente di ultimo ordine come i pastori di Betlemme.
«C’è poco da fare – continua il messaggio del vescovo – in me la gioia della nascita del Salvatore rischia di essere vinta dall’amarezza delle nostre chiusure di cuore. Anche perché la triste vicenda della nascita del Salvatore non è circoscritta a quel tempo. È attuale. Anche oggi mi viene da dire: quanti di noi sono davvero pronti ad accogliere Lui nella propria vita? E insieme a lui anche gli altri?»
Ecco, il problema più grave che il vescovo vede attorno a sé è la mancanza di una capacità di vera accoglienza, sostituita invece da rabbia, diffidenza, imbarbarimento dei rapporti. «Anche in città – sottolinea Tardelli ai giornalisti – vedo prevalere le contestazioni, l’erezione di muri, le prese di distanza». In particolare? Tardelli elenca le «tensioni inaccettab ili» sul fronte dei migranti, citando espressamente l’iniziativa di Forza Nuova, che sta predisponendo una raccolta di firme contro don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro in prima fila nell’ospitare gli immigrati. «Rispetto al fenomeno dei migranti non ci si può chiudere gli occhi, non si può fare la politica dello struzzo. Poi sulle soluzioni ci possono essere diverse opzioni, ma il dovere dell’accoglienza non è in discussione». Tardelli mette poi nell’elenco i contrasti sull’ambiente, tra chi inquina e chi non vuol subire; e le tensioni in città all’interno del mondo del commercio (riferimento forse ai contrasti sulle luminarie). «Insomma, prevalgono gli scontri e questo non è il clima più adatto per sperimentare la gioia vera dell’autentico Natale».
E allora? «Il Natale per me ha senso – sottolinea il messaggio – se è un momento nel quale si prende in mano la nostra coscienza e la si mette davanti a Dio. Se cioè ci si lascia interrogare e forse anche inquietare per le nostre chiusure e i nostri egoismi».
È in questo senso che il messaggio del vescovo interpreta l’invito di papa Francesco a valorizzare la tradizione del presepe. «Il presepe – conclude Tardelli – serve per mettercisi davanti e riflettere; serve per pensare al mistero di un Dio che non ha paura a farsi piccolo e debole per amore».
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