Sicurezza
Maxi-frode alla compagnia assicurativa: due arresti e oltre cento persone indagate
Intestavano le polizze Rca ad ignari cittadini residenti in province meno care o ai titolari compiacenti di autosaloni
pistoia. Da una parte le polizze annuali fittiziamente intestate ad ignari e virtuosi automobilisti residenti in province in cui l’Rca ha costi tra i più bassi in Italia. Dall’altra, le polizze “5 giorni”, normalmente riservate ai titolari di autosaloni per i loro veicoli in contovendita ma in questo caso, sempre attraverso documentazioni contraffatte, vendute a semplici cittadini. Con un unico obiettivo: far risparmiare il cliente di turno e intascarsi nel contempo una percentuale, frodando naturalmente la compagnia di assicurazione.
Un giochetto redditizio che alla fine è stato smascherato dai poliziotti della sezione di pg della procura di Pistoia. Che al termine di un anno di certosine indagini hanno denunciato – per reati che vanno dalla frode alla sostituzione di persona, al falso – 104 persone, molte delle quali residenti nel Pistoiese e nell’Empolese, ma anche a Livorno e a Pisa. Tra questi, un 52enne agente assicurativo compiacente di Massa e Cozzile (originario di Pisa) e un intermediario assicurativo di Livorno, anch’egli di 52 anni.
Due degli indagati sono finiti agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico su ordine del gip del tribunale Luca Gaspari, che ha accolto la richiesta di misura cautelare del pm titolare dell’inchiesta, Claudio Curreli. Si tratta di Patrizio Casorio, 25 anni, residente a Napoli, e di Giuseppe Lamonica, 45 anni, residente a Giugliano in Campania. Il primo è considerato dagli inquirenti l’intermediario fra i clienti in cerca di “sconti” e l’agente assicurativo valdinievolino. Sul secondo invece pende l’accusa di essere colui che si occupava di inviare all’assicuratore i documenti falsificati per la stipulazione delle polizze “5 giorni”.
Le indagini degli investigatori della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato sono scattate all’indomani della querela presentata, a fine luglio 2017, dal responsabile della “Groupama Assicurazioni” per una sospetta frode emersa nel corso di un’inchiesta interna avviata in seguito al riscontro di un anomalo numero di polizze “5 giorni” stipulate dal loro agente di Massa e Cozzile: tra l’aprile e il giugno precedenti, ben 131. Lo stesso che era sospettato di aver stipulato, dal dicembre 2016 al gennaio 2017, 13 contratti di durata annuale. Ma sempre con documentazioni per nulla convincenti. Di cui i poliziotti, in seguito, hanno accertato la falsità.
Ricostruendo anche le due modalità con cui avveniva la frode. Per quanto riguarda le polizze annuali (13 quelle nel mirino), è emerso che, sebbene i veicoli assicurati fossero di proprietà di persone residenti soprattutto nella provincia di Napoli (ma anche a Pistoia, Quarrata, Livorno, Pisa, Empoli, Certaldo, Castelfiorentino, Pescia, Montaione e Larciano) dove le tariffe dell’Rca sono molto alte, i contratti erano stati stipulati a nome di ignari automobilisti residenti in province meno care (Aosta, Belluno, Bologna, Bolzano, Gorizia, Novara, Pordenone e Udine), tutti con la classe di merito 1, la più favorevole. E con la caratteristica di aver venduto recentemente i loro veicoli, in modo tale da poter attribuire loro l’acquisto delle auto in realtà di proprietà dei veri clienti dell’assicuratore valdinievolino. Il tutto attraverso carte di circolazione, attestati di rischio, certificati di proprietà e patenti di guida alterati e inviati per posta elettronica alla sede centrale della compagnia di assicurazioni.
C’erano poi le polizze a breve termine (131 i contratti irregolari). In questo caso la frode era basata sull’intestazione dei veicoli da assicurare a degli autosaloni compiacenti: uno di Vinci, uno di Castelfiorentino e uno di Trieste. Sulla base di falsi mandati a vendere, la polizza “5 giorni”veniva fatta a nome del commerciante e, per questo, costava soltanto 25 euro, rispetto agli 80-100 (a seconda del tipo di veicolo) applicato invece ai privati cittadini. I clienti di tale tipo di polizza erano soprattutto persone che, sempre per risparmiare, avevano bisogno di utilizzare i propri mezzi solo per periodi brevi, sia per spostarsi che per lavoro.
In tutto, è stat o calcolato, la compagnia assicurativa frodata ci avrebbe rimesso 38.123 euro. —
Massimo Donati
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