Il Tirreno

Pistoia

il dovere della memoria 

Via libera alla mozione Pd per Fedi “cittadino illustre”

Fabio Calamati
Via libera alla mozione Pd per Fedi “cittadino illustre”

In commissione disco verde alla proposta, ora tocca al consiglio comunale Il Tirreno e l’Anpi provinciale hanno raccolto oltre 1.600 firme a sostegno

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PISTOIA. Via libera all’approvazione in consiglio comunale della mozione del gruppo Pd per far dichiarare il capo partigiano Silvano Fedi “cittadino illustre”. La commissione consiliare 4, guidata da Gabriele Sgueglia (FdI) ha esaminato ieri la proposta e – con una piccola modifica – l’ha regolarmente licenziata per l’esame in aula.

A sostegno della richiesta, Il Tirreno di Pistoia e l’Associazione nazionale partigiani (Anpi) aveva raccolto 1.600 firme, che sabato scorso sono state consegnate al sindaco Alessandro Tomasi.

Insomma, ci sono tutte le condizioni perché preso l’assemblea di Palazzo di Giano possa approvare la mozione, mettendo la giunta Tomasi nella condizione di onorare al meglio il centenario della nascita del giovane capo delle Squadre Franche libertarie, che trovò la morte in un’imboscata a Montechiaro il 29 luglio 1944.

La mozione chiede infatti alla giunta, competente per materia, di dichiarare “cittadino illustre” Silvano Fedi e di organizzare la traslazione delle sue spoglie dal cimitero della Vergine, dove si trovano adesso, in un “forno” in quarta fila, al cimitero comunale principale.

Non solo: la richiesta è anche quella di “organizzare e sostenere concretamente, per il centenario della nascita... iniziative e incontri che coinvolgano i cittadini e le scuole pistoiesi per la conoscenza non soltanto della sua figura ma anche della storia di Pistoia e della sua liberazione, in collaborazione con il Cudir e le realtà che ad esso afferiscono”.

In quarta commissione, ieri, la consigliera Pd Antonella Cotti ha presentato la mozione e quasi tutti gli altri gruppi presenti (Pistoia Concreta, FdI, Forza Italia, Lega, oltre ovviamente al Pd) hanno anticipato la loro valutazione favorevole, condivisa anche dall’assessore Gianna Risaliti. Unica voce dissidente, quella di Giampaolo Pagliai (Forza Italia-Centristi per l’Europa), per il quale occorreva allargare il ricordo anche a capi partigiani come Manrico Ducceschi e Vincenzo Nardi, figure vicine a quella di Fedi ma – secondo almeno l’interpretazione di Pagliai – meno gradite ai «comunisti».

In realtà la discussione in commissione è servita a inserire una modifica importante nella mozione originale. Quest’ultima, infatti, inizialmente chiedeva anche che a Silvano Fedi venisse assicurata la “sepoltura perpetua”, che cioè le sue spoglie non corressero il rischio, passati 99 anni, di finire nell’ossario comune.

Ma, come ha spiegato l’assessore Gianna Risaliti, la sepoltura perpetua è già garantita da una legge del 1934 ai caduti in guerra. E un partigiano ucciso nel 1944 è assimilato a quest’ultima categoria. Quindi Silvano Fedi ha gi ora diritto ad una “sepoltura perpetua”.

Resta in piedi, però, il resto della mozione, in particolare la richiesta di dichiarazione di “cittadino illustre”, che la mozione sollecita dalla giunta comunale, visto che è solo quest’ultima ad averne il potere.

Se – come pare – l’amministrazione Tomasi deciderà di varare il provvedimento, potrà anche decidere il trasferimento delle spoglie di Fedi dal cimitero della Vergine a quello principale (indispensabile, in questo senso, l’accordo del fratello Bruno, unico familiare ancora in vita), nonché il tipo di manufatto funebre che ne dovrà ricordare la figura. —

Fabio Calamati

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