Il Tirreno

Pistoia

 

Pistoia offre le sue piante per la foresta urbana di Prato

Fabio Calamati
Veduta aerea di vivai pistoiesi
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Veduta aerea di vivai pistoiesi

Il presidente del Distretto Mati annuncia: a gennaio vedrò il sindaco Biffoni. La notizia durante la seconda assemblea dell’Associazione vivaisti italiani

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PISTOIA. Si vedranno ai primi di gennaio, per esplorare le possibilità di una inedita collaborazione tra due città come Prato e Pistoia, che si sono sempre guardate perlomeno con diffidenza. L’appuntamento, già fissato, vedrà seduti allo stesso tavolo da una parte il sindaco di Prato Matteo Biffoni e dall’altra Francesco Mati nella sua qualità di presidente del Distretto vivaistico di Pistoia.. Tra loro, il progetto di “forestazione urbana” per Prato redatto da Stefano Boeri e Stefano Mancuso, che prevede la piantumazione di 190mila alberi (uno per abitante) entro il 2030. Un progetto ambizioso, perfettamente in linea con le richieste che da tempo il Distretto vivaistico formula alle autorità amministrative, visto che incrementare il verde delle città produce un miglioramento estetico ma anche e soprattutto un ambiente più sano da vivere.

E quindi Francesco Mati dirà a Biffoni che «non può fare a meno in tale progetto del Distretto pistoiese», che è l’interlocutore ideale per il rifornimento delle piante necessarie.

La notizia dell’imminente incontro è emersa durante la seconda assemblea dell’Associazione vivaisti italiani, durante la quale è stato presentato in particolare il bilancio preventivo di cassa del 2020.

«La nostra associazione - ha esordito il presidente Luca Magazzini – cresce in termini di iscritti, di quote associative e di sponsorizzazioni, fra cui, ultima in ordine di tempo, quella della compagnia Generali che presentiamo oggi».

L’assemblea si era aperta con il saluto del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, che ha ringraziato Avi per gli alberi e gli esemplari di arte topiaria con cui ha contribuito in tempi strettissimi agli arredi natalizi in città e più in generale per la capacità di dialogo e atteggiamento costruttivo dimostrati nei mesi scorsi sul fronte eco-sostenibilità.

Anche l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, intervenuta subito dopo, ha espresso il suo apprezzamento per la capacità di dialogo di Avi con le associazioni ambientaliste e per la collaborazione con la Regione Toscana al protocollo d’intesa per la riduzione dei fitofarmaci e in particolare del glifosate.

È toccato poi a Francesco Mati che, prima di parlare di progetti con Prato, ha ricordato insieme a Magazzini «i diversi problemi risolti quest’anno» e i continui «grattacapi» (fra cui il nuovo regolamento fitosanitario europeo) che deve affrontare il settore.

Nella sua relazione il presidente Luca Magazzini, richiamando le molte attività svolte quest’anno, si è soffermato anche sull’importanza degli incontri con i rappresentanti istituzionali, gli esponenti politici e persino i presidenti nazionali delle associazioni agricole, per far conoscere meglio e da vicino la realtà del distretto vivaistico pistoiese.

Centrali nell’attività di quest’anno alcuni progetti legati a bandi regionali. Come il Pid “Vivaismo per un futuro sostenibile” presentato da pochi giorni, di cui si saprà l’esito fra due o tre mesi, e il progetto Autofitoviv, per il quale arriveranno nel 2020 contributi pubblici pari a 34 mila euro. Su quest’ultimo progetto il vice presidente di Avi Gilberto Stanghini ha ricordato che è dedicato alla ricerca di sostanze alternative al glifosate ed è stato avviato prima che scoppiasse la polemica su tale erbicida.

Fabio Moroni e Fabrizio Gai di Generali hanno infine anticipato gli aspetti essenziali di alcuni prodotti pensati per i vivaisti.

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di Redazione web