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Sette studenti alla Nasa per assistere al lancio di una sonda verso il Sole

Valentina Vettori
Sette studenti alla Nasa per assistere al lancio di una sonda verso il Sole

Ad accompagnare i ragazzi a Cape Canaveral il dirigente scolastico della Bonaccorso insieme a tre professori

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QUARRATA. Il passaporto e il biglietto aereo sono già pronti. A febbraio voleranno in Florida per assistere al lancio della sonda spaziale – al cui progetto hanno collaborato ingegneri e astrofisici italiani dell'Agenzia spaziale europea (Esa) - per la missione Solar Orbiter. La prima volta in cui una sonda si avvicinerà al Sole fino a un terzo della stessa distanza che esiste tra Terra e Sole. Uno «spettacolo incredibile» che potranno osservare da una posizione decisamente privilegiata, seduti sugli spalti del Kennedy Space Flight Center nella base Nasa di Cape Canaveral. Quelle stesse immagini che molti, in passato, hanno visto incollati allo schermo della tv, come per il lancio dell'Apollo 11 per la missione dell'uomo sulla luna. Valentino Zhou, Lorenzo Buoncompagni, Alberto Innocenti, Leonardo Olmi e Olivia Bizzeti (13 anni ciascuno) delle classi terze della scuola media Dante Alighieri di Quarrata, dell'istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno, sono i cinque studenti che vivranno da vicino l'esperienza del lancio di una sonda. Insieme a loro, anche Sara Bargiacchi, 16 anni, del liceo Copernico di Prato e Niccolò Minuti, 17, dell'istituto Fedi-Fermi di Pistoia, selezionati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia nell'ambito dell'Accademia giovani per la scienza. Ad accompagnare i giovani aspiranti astrofisici ci saranno il dirigente scolastico della Bonaccorso Luca Gaggioli, la professoressa Claudia Nunzi e il professor Federico Landini, docente della scuola e ingegnere che – dopo aver preso l'aspettativa dall'insegnamento – si è unito al team di ricercatori europei che hanno progettato Metis, il coronografo (telescopio spaziale utilizzato per osservare la corona solare) che volerà all'interno della sonda spaziale. Ed è proprio stata sua l'idea di coinvolgere in quel viaggio speciale anche gli studenti, certo di regalare loro «un'esperienza indimenticabile, che servirà da stimolo a tutta la scuola».

Insieme a loro, anche Marco Romoli, professore associato di astrofisica del dipartimento di fisica e astronomia dell'Università di Firenze, che ha coordinato gli studi e la realizzazione di Metis. Tutti insieme, il 2 febbraio, voleranno dall'altra parte dell'oceano Atlantico, per raggiungere Miami in Florida, a tre ore di macchina da Cape Canaveral, dove si recheranno il 5 febbraio. Giorno in cui, alle 23,30 ora locale (in Italia sarà già il mattino del 6 febbraio), assisteranno al lancio nello spazio della sonda, rimanendo a una distanza di sicurezza di 5 chilometri. «Una distanza da cui – assicurano Romoli e Landini – lo spettacolo è davvero incredibile». Gli studenti della scuola media quarratina sono stati selezionati tra i primi cinque che hanno raggiunto il miglior risultato di un apposito test di matematica, scienze e tecnologia. Un risultato che nessuno di loro pensava di raggiungere, ma che invece è diventato realtà. E la loro emozione è forte. Gli si legge negli occhi quando osservano le immagini di Cape Canaveral, che fra un mese e mezzo attraverseranno. Ieri mattina hanno assistito, insieme ai loro compagni di scuola, a una lezione preparatoria tenuta proprio da Romoli e Landini sugli obiettivi del viaggio di quella sonda, che per i prossimi 10 anni studierà il Sole, i suoi due poli e le modalità in cui si sviluppano i cosiddetti venti solari. A distanza di quasi un anno dal momento in cui è nata l'idea, dunque, il sogno di Landini di portare i suoi studenti alla Nasa - sempre supportato dal presidente Gaggioli - sta per diventare realtà. Per finanziare il viaggio l'ingegnere e professore aveva lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma OkPal, con cui sono stati raccolti oltre quattromila euro. Risorse a cui la Fondazione Cassa di Risparmio ha contribuito in modo determinante per raggiungere la cifra necessaria ad allargare il viaggio a cinque studenti della scuola (inizialmente dovevano essere solo tre), due accompagnatori e altri due studenti di scuola superiore selezionati appunto dalla stessa Fondazione all'interno dell'Accademia giovani per la scienza. —

Valentina Vettori

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