Gioco
Bellanova: «Vivai presidio ecologico Ma dobbiamo lavorare insieme»
La ministra dell’agricoltura in visita al distretto pistoiese «Vado in Europa a difendere la nostra produzione»
PISTOIA. «Ho visto luoghi meravigliosi. E ho toccato con mano quanto la capacità e l’impegno dei vivaisti possono incidere su uno sviluppo sostenibile». Ci ha messo poco il ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova, ad entrare in sintonia con gli imprenditori del distretto vivaistico pistoiese, riuniti a villa Magia di Quarrata per accogliere il ministro al termine di un breve “tour” domenicale tra le aziende vivaistiche pistoiesi. . L’iniziativa era stata organizzata dall’Associazione vivaisti italiani. Prima di tutto una visita alla sede di Gea spa, l’ex Cespevi, dove Teresa Bellanova ha simbolicamente preso parte alla piantumazione di un albero, per la cronaca una magnolia. Poi via per un rapido giro nella piana pistoiese, alla scoperta delle diverse specialità del vivaismo made in Pistoia: dalla vasetteria alla più tradizionale coltivazione in pieno campo, all’arte topiaria. Le aziende visitate sono state Rolando Innocenti, Romiti, Righetti e infine Vannucci Piante, con il suo centro logistico.
Infine l’arrivo a villa Magia, dove ad attenderla il ministro ha trovato il sindaco Marco Mazzanti, il prefetto Emilia Zarrilli, i parlamentari Patrizio La Pietra (FdI), Barbara Masini (Forza Italia) e Caterina Bini (Pd), l’assessore regionale Federica Fratoni, i consiglieri regionali Massimo Baldi (Italia viva) e Marco Niccolai (Pd), ma soprattutto decine e dec ine di vivaisti, rappresentati dal presidente dell’Associazione Marco Magazzini. Nel pomeriggio, sempre alla Magia, Bellanova ha partecipato ad una iniziativa politica di Italia Viva.
Tornando al vivaismo, l’intervento del ministro è stato all'insegna della massima concretezza. Ricordando ad esempio che nella legge di bilancio sono state inserite misure di sostegno al settore, soprattutto per quanto riguarda i danni prodotti dalla diffusione del batterio xylella alla reputazione dei prodotti verdi.
Un impegno ribadito più volte dal ministro. «Domani – ha detto – sarò a Bruxelles per il Consiglio dei ministri europei e ancora lì noi dobbiamo ritornare a porre il problema di come le nostre produzioni, le produzioni mediterranee, non debbano pagare un prezzo troppo alto. Già abbiamo pagato troppo rispetto alle questioni legate alla xylella fastidiosa e alla crisi economica, e la Brexit, con l'ipotetica riduzione delle risorse a disposizione della politica agricola comune, rischia di essere un ulteriore appesantimento. E questo non deve succedere».
Non solo. «Stiamo intervenendo – ha aggiunto il ministro – nel decreto Milleproroghe con un finanziamento che è a totale carico del Ministero dell'agricoltura per quanto riguarda il bonus verde. Perché raggiunge due obiettivi: il primo è quello di dare respiro a questo settore, l'altro è quello di farsi carico davvero dei cambiamenti climatici, perché avere più verde nelle nostre città, non è solo una questione estetica, ma è anche un aiuto a combattere le polveri sottili e a migliorare le condizioni di vivibilità delle città».
Su questo punto Teresa Bellanova ha insistito molto. «Le amministrazioni locali – ha aggiunto – devono fare piani per il verde pubblico e lo Stato deve sostenerli. Dobbiamo invertire il paradigma per cui l’agricoltura è concausa dei cambiamenti climatici. No, se è sostenibile ambientalmente ed economicamente, è un’arma contro i cambiamenti climatici».
Ma per far questo occorrono ricerca e investimenti. E occorre soprattutto «fare rete» e lavorare insieme, Ministero e imprenditori del settore. «Ho già comunicato alle associazioni di rappresentanza – ha concluso Bellanova – che il piano strategico dell'agricoltura noi dobbiamo scriverlo insieme, per delineare qual è l'agricoltura dei prossimi dieci anni». —
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