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Pistoia

Fedi, consegnate le firme

Fedi, consegnate le firme

Il sindaco: «Disponibili a dichiarare il partigiano cittadino illustre»

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pistoia. Il sindaco Alessandro Tomasi (FdI) farà in modo di attivare il procedimento amministrativo per dichiarare Silvano Fedi, partigiano ucciso nel comune di Serravalle nel 1944, “cittadino illustre” di Pistoia. Un riconoscimento che permetterà di dare sepoltura perpetua alla salma del comandante partigiano nel cimitero comunale di Pistoia. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio a Palazzo di Giano nel corso del quale l’Associazione nazionale partigiani (Anpi) ha consegnato un migliaio di firme e “Il Tirreno” oltre seicento con l’obiettivo, appunto, di far dichiarare Fedi cittadino illustre. All’incontro con il sindaco e la sua portavoce, Beatrice Faragli, hanno partecipato i vicepresidenti dell’Anpi Rosalba Bonacchi e Renzo Corsini, Matteo Cerchiai, sceneggiatore del film “Pistoia 1944”, Luca Daddi, giornalista, capo area del “Tirreno” di Pistoia, Montecatini, Empoli e Prato.

La proposta di nominare Silvano Fedi cittadino illustre di Pistoia è stata lanciata in prima battuta da Renzo Corsini durante la proiezione del film "Pistoia 1944 - Una storia partigiana", ispirato proprio alle gesta del giovane Fedi impegnato nelle fila della Resistenza, insieme ai compagni delle sue Squadre Franche Libertarie. Quando la giunta comunale avrà deliberato, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia lancerà una raccolta fondi pubblica per realizzare una tomba monumentale in memoria di Fedi, affinché sia l’intera città di Pistoia a prendersene cura. Come hanno ricordato ieri Corsini e Bonacchi al sindaco, la formazione partigiana delle Squadre Franche Libertarie, autonome dal Comitato di Liberazione Nazionale e guidate dall’appena ventitreenne Silvano Fedi, nacque nell’ottobre del 1943, e combatté tra la città di Pistoia e le campagne di Serravalle e Quarrata. Al fianco di Silvano c’erano, tra gli altri, Artese Benesperi, i cugini Enzo e Marcello Capecchi e Giuseppe Giulietti. Tutti poco più che ventenni. Note per i ripetuti agguati alla Fortezza Santa Barbara (occupata dai tedeschi), portati a termine senza l’uso di armi e con l’obiettivo di recuperare viveri e munizioni, le Squadre Franche Libertarie persero il loro capo il 29 luglio del 1944, quando Fedi, insieme a Giulietti, fu ucciso in un’imboscata dei militari tedeschi.

La raccolta delle firme per Fedi ha riscosso numerosi consensi anche sul web. Tra i tanti messaggi arrivati al Tirreno riportiamo quello di Maria Lorello: «Firmare la petizione è un doveroso omaggio al nostro concittadino Silvano Fedi, un eroe da non dimenticare, un giovane che ha combattuto ed è morto per un’idea, l’idea di libertà». —

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