Tomasi: premio Caponnetto, noi assenti per un malinteso
«Io avevo altri impegni, doveva essere presente l’assessore Frosini, ma non ha concordato con la mia segreteria Da Carrara parole vergognose»
PISTOIA. Tutta colpa di un malinteso – pare tra la segreteria del sindaco e l’assessore all’educazione Alessandra Frosini – se la sedia del Comune di Pistoia è rimasta desolatamente vuota, in occasione del premio Caponnetto per la cultura della legalità. Questa la spiegazione che il sindaco Alessandro Tomasi ha offerto al consiglio comunale, dopo che diversi consiglieri di minoranza, primo il 5 Stelle Nicola Maglione, gli avevano chiesto conto della clamorosa assenza del 6 dicembre scorso, quando il riconoscimento venne consegnato a Ilaria Cucchi, all’avvocato del fratello Stefano e ai due carabinieri che con la loro testimonianza hanno consentito di arrivare alla condanna dei responsabili della morte di Stefano Cucchi, nel 2009, mentre si trovava in arresto.
Il sindaco Alessandro Tomasi, chiamato ad esser presente per motivi istituzionali, aveva «altri impegni»; anche gli altri assessori quel giorno erano oberati di appuntamenti. «Alla fine però – ha sottolineato Tomasi – era stato deciso che fosse presente l’assessore Frosini. La quale si è stamani (lunedì, ndr) scusata perchè non è potuta andare, non ha concordato con la mia segreteria».
Un incidente tecnico alla base della brutta figura oggettivamente rimediata dal Comune di Pistoia? Sì, anche se è stato lo stesso sindaco a sottolineare come, non sul premio Caponnetto in sé («importantissimo»), ma sull’opportunità di premiare Ilaria Cucchi «c’è stato un forte dibattito in maggioranza». Insomma, probabilmente anche valutazioni politiche devono aver avuto un peso nella vicenda, se il sindaco ha sentito il bisogno di citarle. Addirittura, Tomasi ha espresso sue valutazioni sul “caso Cucchi”, tema che – come ha osservato in replica il consigliere Cenerini (Pistoia sorride) – era del tutto assente dalla comunicazione di Maglione.
Conclusione dedicata al rovente messaggio di critica spedito al primo cittadino da Paolo Carrara, uno degli organizzatori del premio. «Respingo con forza al mittente le sue parole, sono vergognose. Questa amministrazione ha un profondo rispetto dei diritti e della Costituzione». —
Fabio Calamati
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