Il Tirreno

Pistoia

tribunale 

Indagato per violenza sessuale su cinque alunne

Massimo Donati
Indagato per violenza sessuale su cinque alunne

Insegnante di scuola media sotto accusa per dei contatti troppo intimi: il pm chiede l’archiviazione, le famiglie si oppongono

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Contatti troppo intimi, fastidiosi, imbarazzanti. Soprattutto per la chiara percezione fisica, in tutte quelle occasioni, dello stato di eccitazione sessuale del loro insegnante. Che era stato subito sospeso dal dirigente scolastico dopo che le cinque bambine, allora fra gli 11 e 12 anni di età, vincendo la vergogna, avevano parlato di quei comportamenti con i genitori. Era il gennaio 2018.

Accuse pesanti quelle che adesso pendono sulla testa dell’insegnante di scuola media: violenza sessuale su minori. Per le quali, al termine delle indagini – durante le quali sono state anche ascoltate le bambine nel corso di un incidente probatorio – il procuratore capo Giuseppe Grieco ha chiesto l’archiviazione, ritenendo che ci siano elementi probatori tali da permettere di sostenere le accuse in un processo. Richiesta a cui si sono però opposte le famiglie delle parti offese. E ieri mattina, davanti al gip del tribunale Patrizia Martucci si è svolta l’udienza necessaria affinché la giudice possa decidere se archiviare il caso o ordinare al pubblico ministero di formulare un capo di imputazione e chiedere il rinvio a giudizio dell’imputato. Ascoltate le parti, la gip si è riservata la decisione.

I fatti in questione si sarebbero svolti in una scuola media del Pistoiese, di cui non facciamo il nome (così come quello dell’insegnante indagato) per non rendere identificabili le bambine coinvolte.

Nel gennaio scorso, le giovanissime alunne (non tutte della stessa classe) avevano raccontato di episodi più o meno dello stesso tenore, iniziati prima delle vacanze di Natale del 2017. Una bambina, di quando durante la ricreazione era rimasta sola in aula con l’insegnante, che l’aveva avvicinata da dietro mentre era alla finestra, e di quella volta in cui, mentre era seduta, era stata toccata ai fianchi e sul sedere, sempre avvertendo lo stato di eccitazione dell’uomo.

Una sua compagna invece avrebbe subito palpeggiamenti e strusciamenti mentre era alla lavagna, così come, in due distinte occasioni, un’altra sua compagna.

Una delle bambine, vittima degli stessi atteggiamenti, aveva addirittura spinto via da sé l’insegnante, talmente era infastidita. Mentre la quinta alunna aveva raccontato di aver subito un massaggio alla schiena durante un laboratorio pomeridiano, talmente intimo da doversi proteggere il seno con le braccia per non farselo toccare.

Fatto sta che, al termine delle indagini, il pm ha chiesto l’archiviazione: nonostante il carico indiziario ritenuto “enorme”, ha ritenuto che non possa essere esclusa la possibilità che il racconto delle bambine sia stato frutto “di una sorta di condizionamento collettivo delle minori e dei genitori” in presenza di contatti fisici “mai negati dall’indagato” a cui è stata attribuita una “colorazione sessualmente connotata”.

Di parere opposto gli avvocati delle famiglie Pier Nicola Badiani, Francesca Barontini, Andrea Torri e Francesca Bartaletti: assolutamente credibili le minori nel raccontare il loro vissuto; nessun elemento che faccia ipotizzare un reciproco condizionamento. —

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa