Il Tirreno

Pistoia

verso il natale 

«Una luminaria triste» e Commercio attacca

«Una luminaria triste» e Commercio attacca

L’associazione accusa il Centro commerciale naturale «La colpa è loro. Il Comune ha anche dato più soldi»

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PISTOIA. Questa luminaria natalizia non piace: troppo povera e triste. A sollevare il problema è Commercio Pistoia, associazione che raggruppa numerosi commercianti del centro. Per loro i colpevoli sono facili da trovare: si tratta dei responsabili dei due Centri commerciali naturali, quello del centro storico e quello di viale Adua.

Non è certo la prima volta che Commercio Pistoia attacca in particolare il Ccn del centro. Del resto l’associazione è nata proprio da una scissione interna, nel lontano novembre 2012, per contestare l’asserita incapacità del Centro (e della Confcommercio) di tutelare efficacemente gli interessi dei commercianti

Ma questa volta colpisce la virulenza dell’attacco. “Pistoia protesta – si legge – non solo i commercianti ma anche i cittadini che vedono con i loro occhi la tristezza di un addobbo luminoso natalizio indegno e sono in molti a sostenere che sarebbe meglio toglierli del tutto. Di chi è la colpa? Il presidente del Centro commerciale naturale non ha dubbi e attribuisce la responsabilità alle limitate risorse economiche messe a disposizione da parte dell’amministrazione comunale, ma questo non è vero... Il Ccn del centro storico ha partecipato, lui solo, ad una gara nella quale era definito ciò che si doveva fare e le risorse pubbliche disponibili. A quelle risorse, sia chiaro a tutti, da sempre i commercianti aggiungono una somma che fino a pochissimi anni fa si aggirava attorno ai 20mila euro. Con il vergognoso allestimento di quest’ anno, sarà difficile riuscire ad ottenere tale cifra dagli operatori mai così delusi ed amareggiati. Eppure anche quando, durante le precedenti amministrazioni, il contributo comunale era ben più basso (circa 9000 euro) gli addobbi erano sempre stati più che decorosi”.

Insomma, il Comune ha fatto il suo, ampliando il contributo. Semmai la sua colpa è di puntare su partner che si sarebbero rivelati inadeguati. “I fili stesi nelle vie del centro, insieme al pasticcio realizzato sul viale Adua – continua la nota – appaiono una scelta umiliante per tutta la città e per i suoi abitanti e sono in netto contrasto con le manifeste velleità turistiche che la stessa Confcommercio va ultimamente promuovendo. Preoccupa perciò anche il futuro della nostra città... Siamo sicuri che questa non sia una volontà politica ma il risultato dell’operato dei soliti “noti” su cui ancora oggi qualcuno confida addirittura per il futuro turistico della città”. —



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