Il Tirreno

Pistoia

vertenza infinita 

Amianto, i tempi si allungano La Fim: denunceremo l’Inps

Fabio Calamati

Doccia fredda dall’incontro di lunedì a Roma sui duecento prepensionamenti dei lavoratori di Pistoia esposti alla sostanza killer. «Serve una nuova norma»

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PISTOIA. Doccia freddissima per i circa duecento lavoratori di Hitachi Rail ed AnsaldoBreda in attesa dal marzo di quest’anno di andare in pensione grazie alle agevolazioni che spettano a chi è stato esposto all’amianto. L’altro ieri al Ministero dell’economia si è svolta una riunione con i rappresentanti del Ministero del lavoro, i sindacati, Inps e Inail che avrebbe dovuto essere decisiva per sbloccare finalmente la vicenda. Ricordiamo che i lavoratori pistoiesi hanno già consegnato nei termini domanda e certificazione per ottenere i benefici pensionistici, oltre all’integrazione richiesta dall’Inps.

Invece? Invece niente di tutto questo, a giudicare dal tono del comunicato della Commissione amianto Fim Cisl.Il problema – secondo il Ministero dell’economia – è la copertura economica di un beneficio che rischia di espandersi oltremisura, tanto da richiedere un aumento della copertura economica (ma secondo la Commissione amianto i soldi sufficienti ad ora ci sono) e soprattutto una nuova norma che faccia chiarezza su asserite difficoltà interpretative della legge.

Stando alle indiscrezioni emerse a latere dell’incontro, il problema starebbe nella mancanza di un termine esplicito al deposito delle integrazioni che l’Inps aveva richiesto nel maggio scorso, cosa che rischia di far crescere a dismisura gli aventi diritto. Ma pere evitarlo sarebbe bastato – fanno notare i lavorartori – riconoscere il diritto ai benefici solo a chi è rimasto esposto prima del 1992 (come successe alla Breda); perché dopo quella data, esporre qualcuno all’amianto sul lavoro è un reato penale, con proprie vie di risarcimento.

«Il Ministero del Lavoro – si legge nella nota della Commissione amianto – ha detto che a questo punto Inps e Inail faranno una proposta di modifica della norma che possa risolvere la situazione, successivamente la invieranno al ministero e poi una volta che è stata trovata la nuova norma... andrà trovata anche una legge o un decreto a cui agganciarla. Per fare tutto questo iter come minimo passa un anno e intanto la gente in più alla beffa del tetto si trova anche l'inganno... E no, a questo punto noi partiamo con le denunce! Il tempo e i modi buoni sono finiti!».

C’è già la richiesta della Fim di svolgere una commissione amianto urgente. «Successivamente – si legge ancora – denunzieremo l’Inps nazionale per omissione di atti d’ufficio. Non volevamo arrivare a tanto, ma se questa è l’unica strada... Noi andiamo avanti! A Pistoia abbiamo più di 250 morti da amianto, non possiamo più aspettare, piuù di 200 persone che hanno l’amianto nei polmoni chiedono urgentemente risposte».

Critici anche il consigliere regionale Massimo Baldi e quello comunale Giovambattista Grasso. «Nonostante le numerose sollecitazioni, nonostante l’impegno profuso dai parlamentari del territorio, in particolare Caterina Bini, nonostante l’attività di costante e leale impegno da parte dei lavoratori e della commissione amianto, prima il Governo Conte I non ci ha dato nessuna risposta per oltre un anno e adesso da Governo e Inps non arriva lo sblocco di una situazione paradossale». Le richieste dei lavoratori di Via Ciliegiole sono infatti già approvate e i fondi per finanziarle già stanziati». —

Fabio Calamati

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