Gioco
Pistoia, malore fatale al teatro durante lo spettacolo
Spettatrice di 73 anni in arresto cardiaco muore all’ospedale nonostante l’immediata rianimazione con il defibrillatore
PISTOIA. Era già nel palco, pronta ad assistere allo spettacolo, quando ha avvertito i primi sintomi del malore. È uscita nel corridoio in cerca di un po’ d’aria e si è seduta su un divanetto. Ed è lì che l’ha trovata, che respirava con sempre crescente difficoltà, una delle maschere del teatro. Una manciata di secondi e la situazione è precipitata. Quando la donna si è accasciata a terra in arresto cardiaco, è stato uno dei vigili del fuoco in servizio lì quella sera ad applicarle immediatamente il defibrillatore automatico, per poi lasciare le manovre di rianimazione ai volontari della Misericordia e al medico del 118 accorsi sul posto in appena un paio di minuti.. Erano all’incirca le nove e venti di venerdì sera, 6 dicembre, al “Teatro Manzoni” di corso Gramsci, a Pistoia. Ad un certo punto, il cuore di Giulia Sardi, 73 anni, ha anche ripreso a battere, ma la successiva corsa verso l’ospedale è stata inutile: l’anziana donna, che abitava a Pistoia, è spirata circa un’ora dopo nella sala emergenze del pronto soccorso del San Jacopo.
La salma è stata composta nelle cappelle del commiato dell’ospedale stesso, da dove, domani, 9 dicembre, sarà trasferita dal servizio funebre della Croce verde alla chiesa di San Rocco: lì, alle 14,30, la cerimonia funebre. Oltre al marito, Giulia Sardi lascia anche due figli.
Come detto, il fatale malore è avvenuto al Teatro Manzoni venerdì sera, dove stava andando in scena da pochi minuti lo spettacolo “Un tram che si chiama desiderio”. Giulia Sardi, che aveva l’abbonamento, avrebbe dovuto assistervi la sera dopo, ma a causa di altri impegni aveva preferito anticipare. Quasi nessuno nel teatro si è accorto di ciò che stava avvenendo, in quanto il dramma si è consumato in uno di corridoi laterali che portano ai palchi.
Ad accorgersi che la donna non stava bene è stata una maschera del teatro, che, vedendola seduta sul divanetto, le ha chiesto se avesse bisogno di aiuto. Giulia Sardi respirava a fatica e ha passato all’uomo il proprio cellulare affinché dicesse alla figlia che non si sentiva bene. In quel momento è arrivato anche uno dei vigili del fuoco (presenti per legge a tutti i pubblici spettacoli) in servizio al Manzoni venerdì sera, che, quando la donna si è accasciata in arresto cardiaco, è subito corso – mentre veniva allertato il 118) a prendere il defibrillatore automatico di cui il teatro è dotato. Iniziando la manovra di rianimazione. Proseguita dopo un paio di minuti dai volontari della Misericordia e dal medico del 118, che hanno applicato alla donna il massaggiatore cardiaco automatico Lucas. Dalla platea è subito accorso anche il direttore artistico Saverio Barsanti, per fornire la massima assistenza da parte del personale del teatro ai soccorritori. Quindi, dopo che il cuore aveva ripreso a battere, la corsa all’ospedale in codice rosso, dove però Giulia Sardi è morta poco prima delle 22,30: troppo gravi i danni causati dal lungo arresto cardiaco. —
M.D.
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