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Ronde contro i ladri: cittadini a caccia di chi svaligia le case

Carlo Bardini
Ronde contro i ladri: cittadini a caccia di chi svaligia le case

La gente è scesa in strada al fianco dei carabinieri allertati dopo che i malviventi avevano colpito alcune abitazioni a Case Ducci, una borgata di Bardalone

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BARDALONE. Ronde della popolazione per dare una mano ai carabinieri del Nucleo Operativo di San Marcello Pistoiese che giovedì sera si erano attivati alla ricerca dei ladri che avevano colpito alcune abitazioni di Case Ducci, una borgata di Bardalone. È la prima volta che la gente scende in strada per dare una mano nella perlustrazione del territorio dopo che sono avvenuti reati di questa natura. La voce che i ladri erano entrati in azione ancora una volta sulla montagna pistoiese, si è sparsa a macchia d’olio grazie ai gruppi WhatsApp che sono stati creati. Il servizio di questa nuova tecnologia è quello di fare segnalazioni significative in caso in cui qualcuno si trovi davanti a situazioni sospette. In un batter d’occhio giovedì sera sono state diverse le automobili di cittadini che si muovevano lungo le strade principali e non per coadiuvare, nel possibile, i carabinieri che svolgevano il loro lavoro. Dalle prime ore del dopo cena anche fino alla prime ore della nottata alla ricerca dei ladri. Molti erano i carabinieri impiegati che perlustravano la zona presa in considerazione (Bardalone-La Macava-Alpe Piana) e non solo. Questo è segno di quanto la popolazione abbia voglia che questi reati cessino sulla montagna pistoiese e si possa tornare a pensare la zona come una isola felice.

«È grande l’apprezzamento – spiega Salvatore Carrà, carabiniere in pensione, anche lui lungo le strade la scorsa sera – del fatto che la gente si sia data da fare e si senta unita a questo scopo. Bisogna però stare attenti tutti a non superare i limiti e a non esporsi troppo, sia per la nostra incolumità, sia per lasciare far ai carabinieri il lavoro come deve essere fatto».

Una ricerca ai ladri dopo che questi avevano colpito tre case. Bottino poco e niente, ma paura e danni alle abitazioni molti. Come sempre stesso orario, all’incirca dopo le 17 e, come spesso accade, a case vuote.

«In casa non c’era nessuno – spiega Leila Ducci – ed i ladri sono entrati spaccando il vetro della finestra della cucina. Quando sono rientrata intorno alle 21, ho trovato la camera da letto sottosopra con i cassetti rovesciati. Mi hanno portato via tutto l’oro e l’argento lasciando gli oggetti di bigiotteria. Non è tanto il valore economico quanto affettivo. Tra l’altro – conclude – hanno svuotato lo zaino di scuola lasciando gli oggetti. Forse gli serviva per portare via la refurtiva».

L’ora esatta dei ladri in azione la sa un altro malcapitato. Le 17,30 sempre a Case Ducci, perché l’allarme che ha installato gli ha dato l’avviso al cellulare.

«Stavo per rientrare nel mio negozio – racconta il cittadino che vuole rimanere anonimo – quando il cellulare mi dà l’avviso che l’allarme era scattato. Ho fatto marcia indietro e sono arrivato alla mia abitazione che dista pochi minuti. Erano tre individui e, al mio arrivo, l’ultimo, forse, era ancora in casa. Non mi hanno portato via niente e hanno solo rotto la finestra di camera dalla quale sono entrati. Evidentemente non hanno fatto in tempo. Secondo me, comunque – conclude – la zona è poco illuminata e il Comune dovrebbe provvedere».

Graziata la terza vittima per il ritorno della figlia.

«Non sono riusciti ad entrare – spiega Elio Penna, la cui abitazione è in Bandita – per il ritorno di un famigliare. Però hanno spaccato la porta e la controporta principale facendomi diversi danni. Spero che si riesca a far cessare questi episodi perché dispiace che nella nostra montagna non si possa più stare tranquilli». –

Carlo Bardini

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