Il Tirreno

Pistoia

Un paese in ginocchio 

Casalguidi chiede lo stato di calamità

Martina Trivigno
Cantine e garage allagate a Casalguidi (foto Gori)
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Cantine e garage allagate a Casalguidi (foto Gori)

Sopralluogo di una delegazione della Regione tra case e strade invase dal fango.  L’assessore Gorbi: «L’acqua ha causato danni per centinaia di migliaia di euro»

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CASALGUIDI. La delegazione della Regione Toscana è arrivata sul presto, martedì 3, a Casalguidi. All’indomani dell’alluvione che ha colpito diverse zone delle province di Pistoia e dell’Area metropolitana fiorentina (Larciano e Monsummano, ma anche Campi Bisenzio e Montemurlo). Lasciando alle sue spalle, ovunque, desolazione e tristezza. D’altronde è stata proprio la popolosa frazione del comune di Serravalle Pistoiese, che sorge alle pendici del Montalbano, la più ferita dalla furia dell’acqua, con un bollettino che comprende, tra gli altri danni, tombature saltate, tre torrenti (tra cui lo Stella) tracimati e allagamenti un po’ dappertutto.. Il bilancio è doloroso, e ora la Regione ha chiesto al governo nazionale di dichiarare lo stato di calamità naturale per i danni subiti dalla popolazione a Casalguidi. Mentre l’assessora regionale Federica Fratoni fa sapere che sarà la Regione a realizzare «la progettazione delle opere per la messa in sicurezza idraulica, in particolare per gli interventi sui tratti tombati dei corsi d’acqua, che lunedì scorso sono stati all’origine dei danni causati dal maltempo».

C’erano il sindaco Piero Lunardi e il vicesindaco Federico Gorbi ad accompagnare il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, l’assessora Fratoni e pure i consiglieri regionali Marco Niccolai (Pd) e Maurizio Marchetti (Fi). Era un paese spettrale, martedì, Casalguidi. Ma con tanta voglia di rialzarsi in fretta da quell’alluvione che lo ha messo in ginocchio. C’era tristezza negli occhi dei suoi abitanti ma, soprattutto, la determinazione a rendere meno dolorosa questa pagina della storia della comunità. Si sono rimboccati le maniche. Tutti quanti. E hanno cominciato a spalare i 20 centimetri di fango che ricoprivano le strade, i garage, gli scantinati.

«È una situazione molto difficile – ammette il vicesindaco Gorbi – abbiamo cercato di fare il possibile per raggiungere tutti i cittadini in difficoltà. Ora siamo impegnati a ripulire dal fango negozi, cantine e garage. Ho chiamato subito il presidente Giani, invocando l’aiuto della Regione affinché il governo dichiari lo stato di calamità naturale. Non c’è ancora una stima esatta, ma i danni ammontano a centinaia di migliaia di euro».

Nel frattempo, a Casalguidi, è scesa in campo una squadra unita e volenterosa. «Oltre cento persone – precisa Gorbi – hanno lavorato senza sosta per liberare le strade, l’asilo nido comunale, le attività commerciali e gli scantinati, invasi da oltre tre metri d’acqua. Una trentina di dipendenti comunali e ovviamente vigili del fuoco, Vab, associazioni di pubblica assistenza e forze dell’ordine. Tutti insieme per restituire dignità a Casalguidi».

Intanto Alia Servizi ambientali, gestore unico del servizio rifiuti, ha messo a disposizione i propri mezzi per il ritiro di ingombranti (come materassi o elettrodomestici) resi inutilizzabili dall’acqua. Ma c’è ancora molto da fare.

«La Regione – conclude il consigliere regionale Marchetti – attivi subito un fondo per sopperire alle prime necessità emergenziali, sia pubbliche che private, dopo la bomba d’acqua».

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