Sicurezza
Prescrizione, in piazza per dire no alla riforma
Con toghe e cartelli avvocati penalisti davanti al tribunale per spiegare ai cittadini i «disastri» del cambiamento
pistoia. Toga sulle spalle e cartelli in mano, con la loro presenza cercheranno di sensibilizzare la cittadinanza sui problemi che creerà la riforma della disciplina della prescrizione nel processo penale, la cui entrata in vigore è prevista per il primo gennaio prossimo.
Gli avvocati della Camera penale di Pistoia si ritroveranno questa mattina dalle 10 alle 11 davanti al palazzo del tribunale, in piazza del Duomo, per una manifestazione pubblica che ha l’appoggio anche dell’Ordine degli Avvocati e che cade in concomitanza con l’astensione proclamata dall’Unione delle Camere penali italiane per questa settimana per «cercare di far comprendere a tutti – spiega l’avvocato Giuseppe Castelli, presidente della Camera penale pistoiese – i disastri che l’entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione, ormai alle porte, creerà. La nostra Camera Penale intende dare un segno concreto di presenza manifestando di fronte al Tribunale, indossando la toga e la pazienza per dare anche un’informazione su cosa potrà accadere, dal 1° gennaio 2020, alle persone presenti al concomitante mercato settimanale».
Nella giornata di venerdì, inoltre, 10 avvocati pistoiesi saranno a Roma per alternarsi con i colleghi impegnati nella maratona oratoria in corso da lunedì davanti alla sede della Cassazione. Un’idea lanciata dal presidente dell’Unione delle camere penali Gian Domenico Caiazza ad ottobre, al congresso di Taormina: fino a sabato, ogni giorno, almeno un centinaio di penalisti, provenienti da tutta Italia, si alterneranno sul podio allestito in piazza Cavour per dire ai cittadini quello che accade nei tribunali.
Oltre mille gli avvocati iscritti a parlare, in trincea contro la riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e sulla quale il ministro della Giustizia Bonafede non intende arretrare. Per la prima volta gli avvocati hanno scelto una forma di mobilitazione “pannelliana”. «È qualcosa che non ha precedenti – spiega Caiazza – ma siamo fieri di farlo. Protestiamo non in favore della prescrizione in quanto tale, ma contro un principio barbarico che sta per essere affermato in questo Paese: che il cittadino debba restare in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, fino a quando, e se, lo Stato riuscirà a pronunciare una sentenza definitiva sulla sua vicenda giudiziaria. E questo vale sia per gli imputati che per le persone offese dal reato». —
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