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giustizia amministrativa 

Polo sicurezza, la Cmsa ha già pagato gli 869.000 euro

Polo sicurezza, la Cmsa ha già pagato gli 869.000 euro

Il ricorso al Consiglio di Stato era per riavere indietro i soldi degli oneri di urbanizzazione versati nel 2010 al Comune prima di iniziare a costruire

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PISTOIA. Nessun “debito”. La Cmsa quei ricorsi al Tar, prima, e al Consiglio di Stato, poi, li aveva presentati per riavere indietro quei soldi, ritenuti non dovuti. Ma gli 869.000 euro relativi agli oneri di urbanizzazione e ai costi di costruzione li ha versati al Comune di Pistoia già nel 2010, in occasione del rilascio del permesso di costruire la nuova sede di prefettura, questura e polizia stradale, il cosiddetto Polo per la sicurezza di via Pertini.

«La Cmsa – spiega l’azienda valdinievolina – ha richiesto al giudice amministrativo di accertare la non debbenza del contributo per il rilascio del permesso e il conseguente rimborso delle somme già corrisposte al Comune di Pistoia. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il Comune non deve rimborsare quanto la Cmsa ha già versato nove anni fa».

Alla base del rigetto del ricorso da parte del Consiglio di Stato c’è il concetto che il Polo per la Sicurezza costruito nell’area ex Breda non può essere considerato un’opera pubblica o di interesse pubblico. Pur essendo sede di questura, prefettura, polizia stradale, si tratta di un edificio privato per il quale l’azienda percepisce dal ministero un canone di affitto.

Già il Tar, con la sentenza 281 del 2011, ha detto no al rimborso: “La proprietà del compendio immobiliare in questione è privata e non pubblica, in considerazione del contratto di compravendita stipulato tra la stessa società ricorrente e l’amministrazione comunale; gli edifici in questione sono destinati ad essere ceduti in locazione all’ente pubblico, con il corrispettivo di canoni che sono stati quantificati sulla base del giudizio di congruità dell’Agenzia del demanio, fermo restando però che la società ricorrente, qualora avesse ritenuto di non accettare la stima effettuata, aveva facoltà di liberarsi dagli impegni assunti, restituendo la proprietà dell’immobile al Comune e ottenendo la restituzione del corrispettivo versato, con gli interessi legali”.

Nel luglio 1999, il Comune di Pistoia aveva messo all’asta quel lotto dell’area ex Breda per realizzare la nuova sede di questura e polstrada. Il 22 dicembre 2000, era stato stipulato il contratto di compravendita con la Cmsa. Poi, dopo varianti e ritocchi che avevano inserito nel piano anche la presenza nell’edificio di prefettura e Agenzia delle entrate per spartire tra più soggetti l’affitto, nel giugno 2009 era stato raggiunto l’accordo sui canoni che il ministero avrebbe dovuto pagare per i successivi vent’anni (meno di 600.000 euro all’anno rispetto agli iniziali 1.200.000 euro). Il 5 ottobre successivo il dirigente del Servizio urbanistica del Comune aveva fatto presente che il permesso a costruire non sarebbe stato gratuito come la Cmsa si aspettava. Da lì, il ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte dell’azienda, affinché riconoscesse che il Polo per la sicurezza di via Pertini era da annoverare tra le opere di interesse pubblico. —

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