Il Tirreno

Pistoia

Si finse un agente delle forze speciali per conquistare una donna: patteggia 2 anni

di Massimo Donati
Un'aula di tribunale
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Un'aula di tribunale

Pistoia, l’uomo, che nella vita di tutti i giorni è un commerciante, è comparso davanti al gup del tribunale, accusato di atti persecutori, sostituzione di persona e millantato credito: ha patteggiato 2 anni di reclusione con la sospensione condizionale

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PISTOIA. Un elaborato copione degno dei migliori thriller. Quando casualmente aveva incontrato quella sua vecchia amica – ormai sposata e con figli – che non vedeva dai tempi dell’adolescenza, per fare colpo su di lei e tentare di sedurla si era spacciato per un agente delle forze speciali. Per poi, attraverso un falso profilo facebook, iniziare a perseguitarla. Quindi, per farla cadere definitivamente tra le sue braccia, il grande gesto da eroe, da tutore delle legge impavido e feroce: togliere di mezzo con le sue stesse mani quello stalker che ormai la costringeva a vivere nel terrore. Una mossa vincente. Ma per la donna la relazione extraconiugale con il suo “salvatore” si era trasformata ben presto in un nuovo calvario, questa volta reale: gelosia morbosa, minacce, ricatti, nell’ambito di un rapporto sempre più morboso. A mettere fine alla persecuzione ci aveva pensato la polizia, alla quale la donna aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto. Era l’ottobre dello scorso anno quando i poliziotti dell’Anticrimine si erano presentati alla porta di casa del 43enne finto agente speciale pistoiese per notificargli un provvedimento di ammonimento del questore per porre fine alla persecuzione. Mercoledì mattina, l’uomo, che nella vita di tutti i giorni è un commerciante, è comparso davanti al gup del tribunale, accusato di atti persecutori, sostituzione di persona e millantato credito: ha patteggiato 2 anni di reclusione con la sospensione condizionale.

Come detto, il “film” inizia con un incontro casuale tra i due amici dei tempi dell’adolescenza. Inviandole anche presunte sue foto in veste di agente speciale, il commerciante riesce a convincere la donna del fatto che appartiene ad una sezione di pronto intervento anti-stalker. Confidandole anche il proprio nome in codice. Poi crea il falso profilo Facebook e comincia a perseguitarla, con l’unico scopo di offrirsi poi di aiutarla a difendersi dal “misterioso” stalker, rintracciarlo ed eliminarlo. Arrivando persino ad accompagnarla alle sedute di psicoterapia, presentandosi spudoratamente nello studio del professionista indossando un passamontagna mefisto per “tutelare” la propria identità.

Tutte mosse risultate vincenti per intrecciare – approfittando della vulnerabilità indotta in lei – l’agognata relazione. Un rapporto però via via sempre più morboso. L’uomo diventa ossessivamente geloso, possessivo, arrivando a minacciare di rivelare pubblicamente la relazione se la donna decidesse di interrompere la relazione. Vestendo quindi i panni del classico stalker: appostamenti, minacce, centinaia di telefonate e messaggi giornalieri. La donna si rivolge ad un centro di aiuto e, quindi, alla polizia.
 

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