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Amianto, la pensione è un miraggio Inviata la lettera di diffida all’Inps

Valentina Vettori
Amianto, la pensione è un miraggio Inviata la lettera di diffida all’Inps

L’esposizione alla fibra killer è dimostrata ma da almeno due anni l’ente non concede il nulla osta

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PISTOIA. Da almeno due anni hanno maturato i requisiti per andare in pensione, a causa dell'esposizione all'amianto durante il periodo della scoibentazione del tetto tra il 1987 e il 1990, ma continuano a lavorare come se quei diritti per loro non esistessero. La loro esposizione alla fibra killer è dimostrata, ma l'Inps non concede il nulla osta definitivo per andare in pensione anticipata, come invece prevede la legge. Ed è proprio nei confronti dell'Istituto di previdenza sociale nazionale, tramite l'avvocato Daniela Breschi, che hanno inviato una lettera di diffida per l'atteggiamento “gravemente lesivo” portato avanti nei loro confronti. I protagonisti, loro malgrado, della vicenda sono Stefano Spinelli, Piero Capponi, Alessandro Fantozzi, Valerio Sardini e Graziano Ugolini, oggi dipendenti Hitachi, entrati a lavorare nei capannoni dell'ex Breda tra il 1982 e il 1988, e che hanno vissuto l'intero periodo di smantellamento della copertura dello stabilimento, respirando a pieni polmoni amianto. Una consapevolezza che non da loro tregua, perché al primo colpo di tosse il pensiero è uno solo. A seguirli nella battaglia, oltre alla legale Breschi, anche il referente del sindacato di base Flmu Pistoia all'interno di Hitachi Mauro Innocenti Uccini, con il quale i cinque operai hanno deciso i procedere per le vie legali. Alla lettera di diffida inviata all'Inps dall'avvocata pistoiese e datata 26 settembre 2019, però, non è seguita alcuna risposta. «Un fatto – commentano i lavoratori – di una tremenda gravità». E che non lascia ben sperare. «È chiaro che l'Inps continua a prendere tempo – dice amareggiato Spinelli -, ma non è accettabile il fatto che di fronte a diritti che noi abbiamo maturato, e c'è una legge che lo dice, l'Inps non risponda». La speranza di tutti ora è riposta nell'incontro del 9 dicembre, a Roma, in cui allo stesso tavolo siederanno, per il Governo, la sottosegretaria al lavoro Francesca Puglisi, che si è fatta carico della questione pistoiese, e i rappresentanti di Inail e Inps nazionale. Ente quest'ultimo che, prima di sbloccare i pensionamenti degli oltre cinquemila lavoratori ex esposti all'amianto a livello nazionale, dal Governo aspetta proprio rassicurazioni sulle coperture economiche per gli anni a venire. La battaglia dei quasi duecento lavoratori pistoiesi coinvolti nella vicenda è cominciata nel 2014, ma a distanza di cinque anni quello che comincerà domani è l'ennesimo mese di dicembre in cui – per le persone coinvolte - tutto rimane appeso a un filo, nella speranza che il Governo inserisca nella legge finanziaria le coperture per lo sblocco dei fondi. Altrimenti comincerà un nuovo anno di incertezza. —

Valentina Vettori

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