Toscana
Accoltellò il rivale in amore condannato a otto anni
Lite fra senzatetto per una donna nella palazzina ex Slebest di via Pacinotti Marco Mastropietro fu arrestato dalla polizia dopo una serrata caccia all’uomo
pistoia. Una lite scoppiata per gelosia. E degenerata quando il rivale, un senzatetto come lui, aveva ammesso che, sì, anche lui aveva delle mire sulla sua donna, alla quale, fra l’altro, anche se si era già sentita male per il troppo alcol, aveva continuato a dare da bere. Ma quel colpo di coltello al fianco non lo aveva inferto volontariamente, aveva sostenuto: impugnata l’arma quando l’altro aveva afferrato un collo di bottiglia, era inciampato perché ubriaco e così lo aveva ferito. Una versione che però non è stata ritenuta credibile dal gup del tribunale che, ieri mattina, ha condannato ad 8 anni di reclusione per tentato omicidio Marco Mastropietro, 60 anni, originario di Benevento.
L’episodio per il quale è stato celebrato il processo per rito abbreviato, era avvenuto la sera del 16 dicembre dello scorso anno nella fatiscente palazzina ex Breda di via Pacinotti, un tempo sede degli uffici direzionali e poi del centro sociale Slebest. In una stanza del primo piano dell’edificio abbandonato, ad essere colpito a un fianco era stato un clandestino marocchino di 51 anni, Abdrerrahmane Boudegzdame, conosciuto in città come “Zidane”, che, come lui, nell’ex centro sociale dormiva.
Il difensore dell’imputato, Maurizio Bozzaotre, aveva chiesto l’assoluzione, anche a fronte delle testimonianze contraddittorie da parte di chi aveva assistito alla lite: il suo assistito avrebbe impugnato il coltello per difendersi, perché aggredito con una bottiglia. Ma come detto, il giudice Luca Gaspari ha accolto la tesi del pm.
Quella domenica sera la telefonata al 113 era arrivata intorno alle 22. Accorsi sul posto, i poliziotti della Volante avevano trovato il ferito al riparo dalla pioggia sotto la tettoia d’ingresso di un ristorante di via Pacinotti, assieme a due altri senzatetto che lo stavano assistendo: la 37enne donna romena causa della lite e un altro italiano, anche lui ospite della palazzina ex Breda. I due avevano raccontato ciò che era accaduto. E mentre Abdrerrahmane Boudegzdame veniva trasportato all’ospedale ed operato d’urgenza per una emorragia interna, gli uomini della Squadra Mobile avevano iniziato la caccia al fuggitivo, già conosciuto dalle forze dell’ordine. Prima i poliziotti erano andati a cercarlo in un paio di edifici abbandonati in cui era solito dormire, in via Fiorentina e in via Schiano. Quindi a Chiesina Uzzanese, dove abita la sorella: e lì avevano scorto, davanti a casa, la vecchia Golf blu al volante della quale Mastropietro era stato visto allontanarsi da Pistoia. A quel punto, gli investigatori si erano fatti aprire la porta d’ingresso e avevano trovato l’uomo già a letto. Nel suo giubbotto, il coltello a serramanico con cui aveva ferito il senzatetto marocchino, con la lama ancora sporca di sangue. Portato in questura attorno alle 2 del mattino, l’uomo ha raccontato ciò che era successo, della lite e della coltellata sferrata a causa della gelosia, divampata quando aveva visto insieme al suo rivale la donna della quale lui era ancora innamorato. —
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
