Toscana
Bambina annegata al campo estivo: indagati volontaria e responsabile
Domani il magistrato interrogherà l’accompagnatrice della piccola Blessing e il legale rappresentante dell’oratorio
PISTOIA. Uno in qualità di responsabile legale della struttura, l’altra in quanto accompagnatrice incaricata di sorvegliare proprio quel gruppetto di bambini di cui faceva parte la piccola Blessing Okojie. Ci sono i primi indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte la bambina pistoiese di 7 anni annegata il 2 luglio scorso mentre partecipava al campo estivo dell’Oratorio San Domenico Savio di Pistoia, in località Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme.
La procura di Bologna ha inviato un’informazione di garanzia a Gianluca Bianchi, responsabile dell’oratorio, e a una volontaria dello stesso, Serena Maestrini. Il reato ipotizzato nel fascicolo aperto dal pm Flavio Lazzarini è quello di omicidio colposo. Il magistrato interrogherà i due indagati (che saranno assistiti dai loro avvocati, rispettivamente Giuseppe Alibrandi e Stefano Panconesi) nella giornata di domani.
La scorsa settimana, in procura a Bologna, erano state invece ascoltate in qualità di persone informate sui fatti, oltre che la madre e il padre della bimba, il parroco di San Bartolomeo (nella sua veste di legale rappresentante della parrocchia da cui dipende l’Oratorio San Domenico Savio), un insegnante di sostegno e un 17enne volontario presente quel giorno tra lo staff che accompagnava i bambini.
Le conclusioni della consulenza redatta dal perito incaricato dal pm di eseguire l’autopsia non ha dato risposte al perché quella bambina possa essere annegata in appena mezzo metro d’acqua. Hanno soltanto confermato quella che è stata fin da subito l’unica certezza. Che la morte della piccola Blessing era avvenuta per asfissia da annegamento.
Il medico legale Federica Fersini ha infatti escluso qualunque tipo di concausa: nessun segno di violenza, nessun trauma, niente patologie endogene o malformazioni congenite... E neppure una congestione, visto che la piccola non aveva mangiato, né quel famigerato choc termico che ogni anno tante vittime miete anche fra gli adulti che passano dal sole alle acque relativamente più fredde del mare o di un lago e che perdono immediatamente i sensi.
La consulente del pm, nella propria relazione, ha anche espresso le proprie valutazioni su quelli che sarebbero stati i tempi della tragedia, specificando come, in base alla letteratura scientifica, la morte per annegamento in acqua dolce avvenga in un lasso tra i 3 e i 5 minuti, a seconda della quantità di liquido inalato. Naturalmente dal momento in cui l’acqua entra nei polmoni a quello in cui inizia l’intervento di soccorso per liberare le vie respiratorie.
Gli inquirenti in questi mesi hanno cercato di appurare se la bambina – così come i suoi compagni di gita – fossero adeguatamente sorvegliati dai responsabili del campo estivo. —
M.D.
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