Italia
In arrivo 30 alloggi a canone calmierato Via libera in Comune
In via Stelvio (Villaggio Scornio) una società specializzata realizzerà una palazzina di 4 piani, più parco e posti auto
PISTOIA. Via libera dal consiglio comunale di Pistoia all’accordo con la società InvestiRe Sgr per la realizzazione di una palazzina di quattro piani nell’area libera tra via Stelvio e via delle Molina di Gora (Villaggio Scornio). La palazzina accoglierà trenta appartamenti, che saranno affittati a canone calmierato per almeno 15 anni. Destinatarie dell’operazione, le famiglie della cosiddetta “fascia grigia”, che non riescono a permettersi di affittare un alloggio sul mercato ma che non sono in condizioni tali da poter richiedere una casa popolare.
Il consiglio comunale, ieri, ha approvato sia la convenzione urbanistica (che stabilisce tra l’altro la realizzazione di uno spazio verde da 1.600 mq e di due parcheggi) sia quella sociale (dove sono specificati i criteri con cui saranno assegnate le case): favorevoli i gruppi di maggioranza, 22 voti; contrari Pd, Pistoia Sorride e Cinque Stelle, astenuto il neonato gruppo di Italia Viva, vale a dire il consigliere Grasso.
Il terreno su cui sarà realizzato l’edificio era di proprietà comunale, messo in vendita nel 2016 ed acquisito da InvestiRe Sgr dopo una trattativa privata, per un prezzo (88 euro al metro quadro) nettamente inferiore alla base d’asta (110 euro). Grazie a questa operazione, comunque, a Pistoia sorgeranno 30 alloggi da affittare a canone calmierato, sui 130 stimati come necessari dal Regolamento urbanistico in vigore. Potenziali destinatari degli alloggi saranno single, coppie over 65 oppure giovani, comunque con un Isee tra i 16.500 e i 35.000 euro annui.
Nel dibattito, i gruppi di opposizione (Cinque Stelle, Pd e Pistoia Sorride) si sono concentrati soprattutto sull’asserita contraddittorietà delle scelte della maggioranza, che dà il via libera ad un intervento privato, come in questo caso, dopo aver tagliato un’analoga previsione presente nell’area ex Pallavicini. Critiche rimandate al mittente dall’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi in sede di replica. Capecchi ha precisato che il prezzo pagato dagli acquirenti per l’area è stato considerato congruo dai tecnici. Ed ha sottolineato che la scelta di alienare il terreno era stata assunta nel 2016, quindi dall’amministrazione precedente, di centrosinistra. Una collaborazione pubblico-privato che comunque Capecchi ha rivendicato come utile e proficua. —
Fabio Calamati
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