Gioco
Addio allo storico maresciallo di Campo Tizzoro
Stroncato da un malore Ugo Cantino, per trent’anni comandante della caserma dei carabinieri: aveva 85 anni
Campo Tizzoro. Il maresciallo maggiore Ugo Cantino, per circa 30 anni comandante della caserma dei carabinieri di Campo Tizzoro, si è spento all'età di 85 anni. Venerdì un improvviso malore ha avuto ragione della sua forte fibra.
Lascia i figli Lorenzo e Silvia, quest'ultima da tempo vive nei pressi di Firenze. Rispettando le sue volontà, il corpo è stato cremato e le ceneri affidate ai familiari.
Ugo Cantino era originario del Monferrato, in provincia di Asti. Frequentò la scuola Sottufficiali a Firenze ed anche il corso di sciatore. Per questa ragione inizialmente fu destinato all'Abetone, dove rimase in servizio fino al 1970. Quindi venne trasferito alla caserma di Campo Tizzoro. Una piccola stazione, ancora attiva, dove Cantino ha saputo diventare un punto di riferimento per l’intera comunità, fino al 1985, anno in cui è andato in pensione.
Una volta dismessa l’uniforme, Cantino ha continuato comunque ad occuparsi di sicurezza ed è stato per alcuni anni responsabile, per questo aspetto, della Smi, la grande fabbrica campottizorina della famiglia Orlando.
In tutti gli anni di prensenza a Campo Tizzoro, Ugo Cantino ha saputo anche ritagliarsi uno spazio importante nella vita del paese montano al di là del suo delicato lavoro istituzionale.
È stato attivo nella Pubblica Assistenza locale e uno dei fondatori del Tennis Club, sport per il quale aveva una grande passione. «Per gran parte della sua vita è rimasto vicino e attivo in questa realtà sportiva. Ha svolto anche il ruolo di giudice-arbitro all'interno della Federazione e ha insegnato a tanti giovani lo sport del tennis» ricorda il figlio Lorenzo.
La notizia della perdita di Ugo Cantino si è diffusa rapidamente a Campo Tizzoro, suscitando sorpresa e cordoglio. Chiunque lo conoscessse non apprezzava solo l’autorevolezza, che peraltro il suo ruolo di responsabile della stazione carabinieri gli imponeva. Ugo Cantino per moltissimi campotizzorini era un amico, un uomo disponibile che cercava di essere sempre a disposizione della gente
«Chi lo ha conosciuto sa perfettamente che era così – conferma Lorenzo – ma se qualcuno avesse avuto dei dubbi, le manifestazioni di affetto che la famiglia sta ricevendo in queste ore ne sono la prova tangibile. In queste ore in tanti mi raccontano fatti che li hanno legati a lui e mi fanno capire quanto fosse apprezzato, più di quanto potevo immaginare». —
Carlo Bardini
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