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Violenza sulle donne, il sindaco di Serravalle boccia la panchina rossa per «decoro urbano»
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Il sindaco Piero LunardiLunardi: «Va mantenuta l’uniformità del colore». Per il Pd è una decisione assurda. L’onorevole Morani: vergogna
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SERRAVALLE. Non ci sarà una panchina rossa contro la violenza sulle donne, a Serravalle. Per una questione di “decoro urbano”, nel territorio comunale è prioritario “il mantenimento dell’uniformità del colore delle panchine... sul territorio”. A pensarla così è l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Lunardi, dal 2017 alla guida di una coalizione civica di area centro-destra.
Una motivazione quanto meno singolare, resa pubblica dal Pd di Serravalle, che l’installazione della panchina aveva richiesto al Comune in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Appena approdata sui social, la storia del “no” serravallino alla panchina rossa ha ovviamente suscitato una raffica di commenti indignati. Tra tutti, spicca quello della deputata pd Alessia Morani: «Ma che vergogna. Non ho parole» è il lapidario commento della parlamentare.
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L’idea del circolo di Serravalle-Masotti del Pd era quella di installare “una panchina rossa senza simboli, senza appartenenze, ma come contributo a una sensibilizzazione trasversale, nel giardino – intitolato a “Il gatto e la volpe” – di Ponte di Serravalle”. La risposta ha lasciato sbigottiti i proponenti. “Questa amministrazione non intende accogliere la richiesta non certo per l'obiettivo della sensibilizzazione sul tema che condividiamo pienamente, ma semmai per l'aspetto relativo al decoro urbano e quindi per il mantenimento dell'uniformità del colore delle panchine stesse sul territorio”.
“Siamo stupiti di una tale risposta – ha scritto il circolo Pd – e soprattutto ci sembra assurdo che un simbolo riconosciuto ovunque non abbia cittadinanza a Serravalle: dove il rosso di una panchina disturba il “decoro urbano” e il colore non si allinea alla tavolozza compatibile del giardino ideale dell'amministrazione”.
Ieri, dal Comune di Serravalle è arrivata una nota di spiegazione, in cui però si ribadiscono i problemi di “decoro urbano” che impediscono l’installazione della panchina anti-violenza. Lunardi, nella nota, spiega di aver ricevuto anche altre richieste simili: una panchina arancione dall’associazione Uniti per Serravalle, sempre legata alla violenza sulle donne, e una rosa dall’associazione Forti Legami per la prevenzione del tumore al seno. Troppi colori, che avrebbero attentato al decoro urbano. Quindi no alle panchine, ma sì – spiega la nota del sindaco – all’illuminazione di rosa e di rosso dei palazzi comunali dal 15 novembre a fine mese.
«Il colore ufficiale internazionale della Giornata contro la violenza sulle donne – aggiunge Lunardi a voce – è l’arancione, solo in Italia si usa il rosso. Mi pare chiaro che quella panchina fosse un’iniziativa politica e strumentale».
D’altra parte non è la prima volta che la giunta di Serravalle incappa in polemiche simili. A febbraio fu inaugurata una fontana dedicata alle vittime delle Foibe nella piazza intitolata a un partigiano fucilato dai tedeschi. E cinque mesi dopo l’amministrazione dedicò a Bettino Craxi una parte dell’area sportiva di Casalguidi, che porta il nome del campione di ciclismo Franco Ballerini.
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