Toscana
Paura per i pozzi inquinati comitato lancia una petizione
Le firme saranno raccolte al mercato, annunciato anche un esposto in Procura «Chiediamo alle istituzioni di partire con la bonifica in via del Redolone»
CASALGUIDI. Parlano di disastro ambientale. E chiedono soltanto che l’area di via del Redolone – quella in cui l’Arpat ha accertato l’inquinamento da cloruro di vinile, una sostanza cancerogena, nelle falde acquifere – sia bonificata. Al più presto. Per questo il Comitato per la salute pubblica Casalguidi – Cantagrillo – un gruppo di cittadini sceso in campo per ottenere delle risposte - ha presentato alla cittadinanza una petizione, mentre annuncia che presenterà un esposto in Procura.
«Siamo molto preoccupati per l’inquinamento della falda – spiega Antonio Ginetti, una delle anime del Comitato – come la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e le analisi da noi effettuate testimoniano. Siamo consapevoli, infatti, che per un decennio abbiamo fatto uso di acqua inquinata da un prodotto chimico altamente cancerogeno: il cloruro di vinile, appunto».
Quello che specificano è che non esiste ancora una correlazione accertata tra l’acqua inquinata e il cluster di tumori rari che si è concentrato proprio a Casalguidi. Ma ciò che vogliono, ora, è una soluzione.
«La nostra più grande paura è per i nostri figli – prosegue Ginetti – Non vorremmo mai che, tra una decina d’anni, si ammalassero. Stiamo lottando per loro, perché abbiano una vita normale».
E poi c’è la discarica del Cassero. «L’Asl, durante l’incontro pubblico a Casalguidi, il 3 ottobre scorso – sottolinea il Comitato per la salute pubblica – non l’ha mai nominata, come se non ci fosse. Peccato che proprio in queste ultime sere un fumo nero e denso si stia innalzando dalla discarica, rendendo l’aria irrespirabile e costringendoci a chiuderci nelle nostre case».
Da qui l’idea di creare un gruppo unito di cittadini che si sono fatti portatori di un messaggio: tornare a usare, in tranquillità, l’acqua che fuoriesce dalle falde della zona.
«Se la usiamo per innaffiare i nostri orti – specifica Ginetti – è chiaro che, quando mangeremo la nostra insalata, questa sarà inquinata. E sarà lo stesso se daremo l’acqua da bere ai nostri animali da cortile: l’inquinamento ricadrà sulle nostre galline e, di conseguenza, sulle uova che metteremo sulle nostre tavole».
Ed è proprio per questo che il Comitato per la salute pubblica di Casalguidi- Cantagrillo parla di “disastro ambientale” e ha pensato di usare gli strumenti in proprio possesso per chiedere la bonifica dell’area inquinata.
«Abbiamo pensato a una petizione – spiega il Comitato – che il 15 novembre scorso abbiamo presentato ai nostri concittadini. Tutti i venerdì di novembre e dicembre saremo al mercato di Casalguidi per raccogliere le firme. Il documento, infine, sarà presentato al sindaco Piero Lunardi, responsabile della salute pubblica».
«Siamo stanchi – specifica ancora il Comitato – di aspettare i tempi lunghissimi delle istituzioni che per adesso, ci risulta, non riescono neppure a parlarne di bonifica. Ci sono state, fino a questo momento, tre incontri tra Comune, Regione, Arpat e Asl. Abbiamo letto due verbali su tre e, in questi, nessuno fa riferimento, appunto, alla bonifica».
«Chiediamo – conclude Antonio Ginetti in rappresentanza dei concittadini di Casalguidi e Cantagrillo – di voler perlomeno iniziare la risanare la zona di via del Redolone. Soltanto questo provvedimento, infatti, potrà sanare la falda acquifera e ci consentirà di tornare a usare i nostri pozzi. Ci vorranno tanti soldi, milioni di euro, e molto tempo. Ma è un passo fondamentale da cui partire per salvaguardare almeno il futuro dei nostri figli». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google