Italia
La cultura del verde nei corsi di “Mati”
L’Accademia del Giardino ha presentato l’offerta formativa Sono stati consegnati i diplomi a venti “manager di vivaio”
PISTOIA. «Quando mi sono diplomato, avrei voluti che corsi del genere esistessero. Quando ho avuto i capelli bianchi, con i miei fratelli, ci siamo detti: facciamoli noi».. Chi parla è Francesco Mati, ieri padrone di casa all’ “Open Day” dell’Accademia italiana del giardino, il ramo dell’azienda Mati 1909 dedicato alla didattica. Ieri mattina l’Accademia, in via Bonellina, ha aperto le sue porte per presentare agli interessati il catalogo completo dei corsi in programma per l’anno accademico 2019/2020. Corsi per amatori e per professionisti, seminari e incontri sul verde e sull’ambiente. L’offerta formativa è stata presentata dal direttore dell’Accademia Federico Di Cara. Ce n’è per tutte le esigenze: da chi vuol soddisfare semplicemente la propria curiosità per il mondo delle piante a chi è in cerca di indicazioni più precise sull’orto di casa o sul giardino, fino a veri e propri corsi riconosciuti, master di specializzazione professionale debitamente finanziati dalla Regione.
Appartiene proprio a quest’ultima categoria il corso di istruzione e formazione tecnica superiore “Smart Agri”, 800 ore di lezione (di cui oltre 200 sul campo) destinate a formare manager di vivaio: una figura professionale richiestissima e di cui c’è molto bisogno. Al corso hanno preso parte venti persone, quasi tutte giovani e giovanissimi, che proprio ieri hanno ricevuto il diploma di partecipazione, consegnato dall’assessore all’educazione del Comune Alessandra Frosini. I loro nomi: Matteo Anzivino, Vieri Battigalli, Paolo Bonini, Andrea Bortolotto, Giulia Bua, Guglielmo Cantini, Irene Cecchi, Lorenzo Corso, Ariele D’Angelo, Elisa Grandini, Cristiano Giannicchi, Pamela Langianni, Martina Madrigali, Chiara Marzucchi, Alexandra Munzi, Simone Pannocchi, Valentina Sbanchi, Federica Tesi e Jacopo Viazzi.
Come “tesina” finale del corso, i venti neo-manager hanno prodotto il “Libro bianco sul vivaismo pistoiese”, una raccolta di brevi saggi sui temi del vivaismo e della biodiversità, del vivaismo e la città, del vivaismo e la salute.
Francesco Mati, intervenendo prima della consegna degli attestati, ha definito l’opera una «pietra miliare», che – ha auspicato – dovrebbe trovare una continuità negli anni, per far conoscere sempre meglio opportunità e problemi del settore, che per Mati è troppo poco conosciuto e valorizzato. «È il nostro verde il fulco della vera Green economy - ha detto Mati – ma di questo non sento mai parlare. Eppure non dovrebbe essere così. Cambia il clima, nelle città si vive sempre peggio e una maggiore diffusione delle piante e del verde potrebbe essere la soluzione a tutto ciò. Il verde andrebbe incrementato non per rendere le nostre città più belle, ma più vivibili».
Una rivendicazione appassionata del ruolo del vivaismo, al di là della sua stessa consistenza economica, che comunque non è certo secondaria: il distretto pistoiese, che incidentalmente compie 170 anni di vita, esporta piante in 56 paesi del mondo, vendendo all’estero la maggior parte della produzione.
«In queste pagine – ha concluso Mati – si avverte la passione degli autori, e spero proprio che quest’ultima sappia portare lontano questi ragazzi». —
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