Il Tirreno

Pistoia

Asta-bis a gennaio per l’area ex Breda, pronto uno “sconto” di oltre due milioni

Fabio Calamati
Asta-bis a gennaio per l’area ex Breda, pronto uno “sconto” di oltre due milioni

Ad ottobre il primo tentativo di vendere il grande cantiere di proprietà della fallita Giusti per l’edilizia era andato deserto

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PISTOIA. Lo sconto è consistente, come ci si immaginava: nella seconda asta per l’area ex Breda potranno essere spesi oltre due milioni di euro in meno. La base di partenza rimane quella iniziale, 10 milioni 120mila euro, ma questa volta, se non ci saranno offerte a quel livello, si potrà partire da un prezzo di 8 milioni 100mila euro con le cosiddette “offerte residuali”. L’asta-bis per la vendita del cantiere edile nel cuore della città, fermo dal marzo 2016 a causa della crisi e poi del fallimento della Giusti per l’edilizia, si terrà il 29 gennaio 2020 alle 12, sempre dinanzi al notaio fiorentino Vincenzo Gunnella.

Il cantiere è quello che avrebbe dovuto completare il recupero della grande area lasciata libera negli anni Settanta dal trasloco dell’allora fabbrica Breda nella nuova collocazione di via Ciliegiole. Un recupero in parte già realizzato (con lo spazio espositivo della Cattedrale, il polo universitario Uniser, la Biblioteca San Giorgio e la Questura-Prefettura) ma che attende di essere completato con il nuovo albergo e i lotti cosiddetti B, D e H, che una volta realizzati daranno finalmente all’attuale cratere l’aspetto di un vero e proprio nuovo quartiere.

L’intervento avrebbe dovuto già essere completato da tempo, se la Giusti – azienda vincitrice del bando a suo tempo predisposto dal Comune – non fosse fallita, producendo un “buco” di quasi 90 milioni di euro. Per risarcire – almeno in parte – i creditori (numerose aziende, anche locali, oltre ad alcuni istituti bancari), i curatori fallimentari Manuela Olastri e Silvio De Lazzer, insieme al giudice delegato Sergio Garofalo, puntano sulla vendita dell’area ex Breda. Certo, c’è tanto da spendere, prima di tutto per acquisirla, poi per completare i lavori al nuovo albergo e al maxi-parcheggio da 800 posti, vera spina dorsale del nuovo quartiere. Ma è anche vero che il piano si porta dietro possibilità di costruire che oggi, con i parametri urbanistici correnti, sarebbero improponibili. E non a caso ci sono diversi soggetti che, nei mesi scorsi, hanno manifestato disponibilità ad intervenire.

A ottobre è andata in scena la prima asta, con il valore di perizia, 10 milioni 120mila euro, scelto come base. Non si è presentato nessuno, ma la sorpresa è stata relativa perché tutti sapevano che sarebbe bastato attendere qualche mese e il prezzo sarebbe sceso.

Difatti proprio questo è accaduto e il nuovo avviso di vendita apre la porta anche a offerte di 2 milioni inferiori alla base d’asta. Avvertendo però che una eventuale aggiudicazione rimarrà in “stand by” per 30 giorni.
Inutile dire che a Pistoia l’auspicio è che si trovi una soluzione.

All’indomani dell’asta deserta, Confcommercio manifestò tutta la sua preoccupazione. Anche il Comune avrebbe tutto l’interesse a che il grande cantiere ripartisse, per eliminare quel “buco nero” a ridosso del centro ed avere entro tempi ragionevoli i 400 posti auto (degli 800 totali) che la convenzione firmata da Giusti assegna al Comune. A questo punto non c’è che da aspettare.

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