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Esami ad alta tecnologia per i resti mortali di Atto, vescovo e santo
PISTOIA. Per riscoprire San Jacopo, è bene iniziare a riscoprire Sant’Atto, il vescovo di Pistoia che nel 1145 riuscì ad ottenere dalla città spagnola di Santiago de Compostella una reliquia del santo (in particolare, un frammento di mascella). Questo fece di Pistoia un crocevia per i pellegrini, portando traffici, commerci e ricchezza, oltre che cultura.
Frate vallombrosano, Atto fu nominato nel 1134 vescovo di Pistoia, carica che mantenne fino alla morte, probabilmente nel 1153. Il corpo fu imbalsamato. Il suo sarcofago è quello che attualmente si può ammirare nella cappella della cattedrale a lui dedicata. Venne canonizzato da papa Clemente VIII il 24 gennaio 1605.
In tempi moderni, però, la sua figura ha sicuramente ricevuto meno attenzione di quello che meriterebbe. Per questo, nel cammino di preparazione all’Anno santo jacopeo, la Diocesi è già al lavoro per organizzare, l’anno prossimo, un grande convegno internazionale di studi sul vescovo santo, che si terrà il 19 e 20 giugno.
In preparazione di quest'ultimo, dal 10 al 14 dicembre prossimi, verrà effettuata una ricognizione del corpo di Sant'Atto, che è conservato in una cappella della cattedrale. Il corpo è stato controllato l'ultima volta nel 1953. Questa volta verranno usate tecniche moderne di studio, come Tac e Rmn, con operazioni guidate dal dipartimento di paleoantropologia dell'Università di Pisa. Lo scopo, tra l'altro, è quello di accertare la data della morte del vescovo santo e, possibilmente, la sua origine, per la quale ci sono tradizioni che parlano di origini toscane ed altre che invece indicano nel Portogallo il luogo di origine del vescovo. —
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