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Accoltellò a un fianco il rivale in amore il pm chiede otto anni di reclusione
Lite fra senzatetto nella palazzina ex Slebest di via Pacinotti: iniziato il processo per rito abbreviato davanti al gup
pistoia. Una vita al margine, tra il degrado e l’indifferenza. Senza orizzonti da raggiungere, qualcosa in cui sperare. Se non quella giovane donna, come lui rifiutata dalla società, abituata a sopravvivere per strada durante il giorno, a dormire in edifici diroccati la notte. Una donna di cui alla fine si è innamorato e per la quale, adesso, si trova in galera. Per aver accoltellato, per gelosia, un senzatetto come lui, in uno dei luoghi simbolo a Pistoia dell’abbandono, la fatiscente palazzina ex Breda di via Pacinotti, un tempo sede degli uffici direzionali e poi del centro sociale Slebest.
Erano circa le 22 del 16 dicembre dello scorso anno. Arrestato poche ore dopo dalla Squadra mobile, Marco Mastropietro, 60 anni, originario di Benevento, è comparso ieri mattina davanti al gup del tribunale di Pistoia, imputato di tentato omicidio, per aver colpito con una coltellata al fianco, in una stanza del primo piano della palazzina abbandonata, il suo rivale in amore, un clandestino marocchino di 51 anni, Abdrerrahmane Boudegzdame, conosciuto in città come “Zidane”, che, come lui, nell’ex centro sociale dormiva.
Su richiesta dell’avvocato difensore Maurizio Bozzaotre, il giudice dell’udienza preliminare ha avviato il processo con il rito abbreviato. Il pm Luigi Boccia, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione.
Il difensore, invece, ha chiesto l’assoluzione, anche a fronte delle testimonianze contraddittorie da parte di chi aveva assistito alla lite: il suo assistito avrebbe impugnato il coltello per difendersi, perché aggredito con una bottiglia.
Per la sentenza il giudice Luca Gaspari ha rinviato l’udienza al 28 novembre.
Quella domenica sera la telefonata al 113 era arrivata intorno alle 22. Accorsi sul posto, i poliziotti della Volante avevano trovato il ferito al riparo dalla pioggia sotto la tettoia d’ingresso di un ristorante di via Pacinotti, assieme a due altri senzatetto che lo stavano assistendo: la 37enne donna romena causa della lite e un altro italiano, anche lui ospite della palazzina ex Breda. I due avevano raccontato ciò che era accaduto. E mentre Abdrerrahmane Boudegzdame veniva trasportato all’ospedale ed operato d’urgenza per una emorragia interna, gli uomini della Squadra Mobile avevano iniziato la caccia al fuggitivo, già conosciuto dalle forze dell’ordine.
Prima i poliziotti erano andati a cercarlo in un paio di edifici abbandonati in cui era solito dormire, in via Fiorentina e in via Schiano. Quindi a Chiesina Uzzanese, dove abita la sorella: e lì avevano scorto, davanti a casa, la vecchia Golf blu al volante della quale Mastropietro era stato visto allontanarsi da Pistoia. A quel punto, gli investigatori si erano fatti aprire la porta d’ingresso e avevano trovato l’uomo già a letto. Nel suo giubbotto, il coltello a serramanico con cui aveva ferito il senzatetto marocchino, con la lama ancora sporca di sangue.
Portato in questura attorno alle 2 del mattino, l’uomo ha raccontato ciò che era successo, della lite e della coltellata sferrata a causa della gelosia, divampata quando aveva visto insieme al suo rivale la donna della quale lui era ancora innamorato. Ma che quel colpo di coltello al fianco non lo aveva inferto volontariamente: impugnata l’arma quando l’altro aveva afferrato un collo di bottiglia, era inciampato perché ubriaco e così lo aveva ferito.
Da quella notte Mastropietro si trova in carcere. —
Massimo Donati
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