Il Tirreno

Pistoia

tragica gita 

Quattro convocati in procura per la morte di Blessing Okojie

Massimo Donati
Quattro convocati in procura per la morte di Blessing Okojie

Tra oggi e domani il pm bolognese interrogherà come persone informate sui fatti  anche il parroco di S. Bartolomeo e la mamma della bambina annegata nel Reno

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Ancora non c’è alcun indagato, ma oggi e domani saranno due giorni di interrogatori in procura a Bologna nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della piccola Blessing Okojie, la bambina pistoiese di 7 anni annegata il 2 luglio scorso mentre partecipava al campo estivo dell’Oratorio San Domenico Savio di Pistoia, in località Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme.

Per cercare di far luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità della tragedia, il pm Flavio Lazzarini ha convocato in qualità di persone informate sui fatti, oltre che la madre della bimba, il parroco di San Bartolomeo (nella sua veste di legale rappresentante della parrocchia da cui dipende l’Oratorio San Domenico Savio), un insegnante di sostegno e un 17enne volontario presente quel giorno tra lo staff che accompagnava i bambini.

Il fascicolo aperto in procura per il reato di omicidio colposo è, come detto, ancora contro ignoti. Le conclusioni della consulenza redatta dal perito incaricato dal pm di eseguire l’autopsia non ha dato risposte al perché quella bambina possa essere annegata in appena mezzo metro d’acqua. Hanno soltanto confermato quella che è stata fin da subito l’unica certezza. Che la morte della piccola Blessing era avvenuta per asfissia da annegamento. Il medico legale Federica Fersini ha infatti escluso qualunque tipo di concausa: nessun segno di violenza, nessun trauma, niente patologie endogene o malformazioni congenite... E neppure una congestione, visto che la piccola non aveva mangiato, né quel famigerato choc termico che ogni anno tante vittime miete anche fra gli adulti che passano dal sole alle acque relativamente più fredde del mare o di un lago e che perdono immediatamente i sensi.

La consulente del pm, nella propria relazione, ha anche espresso le proprie valutazioni su quelli che sarebbero stati i tempi della tragedia, specificando come, in base alla letteratura scientifica, la morte per annegamento in acqua dolce avvenga in un lasso tra i 3 e i 5 minuti, a seconda della quantità di liquido inalato. Naturalmente dal momento in cui l’acqua entra nei polmoni a quello in cui inizia l’intervento di soccorso per liberare le vie respiratorie.

Gli inquirenti in questi mesi hanno cercato di appurare se la bambina – così come i suoi compagni di gita – fossero adeguatamente sorvegliati dai responsabili del campo estivo. Anche alla luce del fatto che, secondo quanto è stato accertato dai carabinieri della Compagnia di Vergato, intervenuti sul posto, in quel tratto di fiume teoricamente non si poteva fare il bagno (cosa che da sempre tutti fanno, adulti e non): in base ad una delibera della Regione Emilia-Romagna, la 783, pubblicata il 12 giugno precedente, quelle acque non sono “destinate alla balneazione”. Come del resto, in base a tale delibera, tutte le acque superficiali interne della regione. —

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web