Sicurezza
Maxi rissa sulla Sala: «Video non utilizzabile, è solo una copia manipolabile»
Pistoia, la difesa di due dei tre imputati chiede l’esclusione della prova principale dell’accusa
pistoia. Lo aveva già chiesto invano al giudice nella prima udienza del processo che quel video – la prova principale della pubblica accusa – fosse escluso dal processo. In quanto non acquisito direttamente dalla polizia con i crismi stabiliti dalla legge e ribaditi dalla Cassazione, bensì consegnato alla questura quattro giorni dopo da un cittadino albanese. E ieri è tornata a ribadire la sua convinzione l’avvocata Pamela Bonaiuti, difensore di due dei tre imputati ancora sotto accusa per la maxi rissa scoppiata in piazza della Sala nella notte fra il 25 e il 26 agosto 2017, Federico Fedi e Massimiliano Villani (Giulio Godi è rappresentato dall’avvocata Chiara Monti).. Secondo l’avvocata, in base alla legge 48 del 2008, il video deve essere escluso dal processo perché non è utilizzabile in ambito forense in quanto si tratta di una copia e, in quanto tale, “taroccabile”. Come ha sostenuto nel corso dell’udienza di ieri il consulente tecnico da lei nominato, lo specialista informatico Andrea Cortona, che, in aula ha fornito una dimostrazione di come le immagini digitali possano essere modificate e portando ad esempio il famoso fake-video hot che vedeva protagonista la ex first lady Michelle Obama.
La tesi dell’avvocata Bonaiuti, messa nero su bianco anche in una memoria difensiva depositata agli atti, è basata sul fatto che la copia del video era stata consegnata spontaneamente alla polizia da un cittadino albanese il 31 agosto 2017, cinque giorni dopo la rissa, e non acquisita direttamente dagli investigatori. Impossibile per questo, secondo l’avvocata, avere la certezza che non si tratti di un video modificato attraverso uno dei tanti programmi capaci di non lasciare alcuna traccia, come ad esempio “FakeApp”. Certezza che si avrebbe solo avendo a disposizione l’originale oppure se la copia fosse stata eseguita dagli agenti di polizia giudiziaria o in loro presenza.
Come detto, il video costituisce la prova principe su cui l’accusa basa la ricostruzione della dinamica della rissa, visto che, sostiene l’avvocata, nessuno dei testimoni oculari, in fase di riconoscimento fotografico in questura, era stato in grado di identificare i partecipanti.
Inizialmente gli imputati nel processo erano 11: per 8 di loro il procedimento si è concluso davanti a un altro giudice con patteggiamenti e riti abbreviati. Prossima udienza, il 20 aprile prossimo. —
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