Il lutto
Assegni rubati all’origine dell’incendio alla pasticceria
agliana. Probabilmente una vendetta per la denuncia sporta dal suo ex di datore di lavoro qualche giorno prima per gli assegni rubati che lui aveva cercato di incassare in banca. Oppure una ritorsione legata ai disaccordi sorti, prima del licenziamento finale, durante i due mesi in cui aveva lavorato lì nel laboratorio in sostituzione di un operaio infortunato. Fatto sta che gli inquirenti non hanno dubbi che ad appiccare il fuoco alla “Pasticceria Bonacchi”di via Bellini, ad Agliana, la notte del 19 marzo scorso, sia stato Gianluca Pieri, il 35enne pratese che dalla mattina di venerdì si trova agli arresti domiciliari a Piteccio.
Il gip del tribunale Luca Gaspari ha disposto la misura cautelare nei suoi confronti al termine delle indagini portate avanti dai carabinieri della Stazione di Quarrata, a cui si era rivolto il titolare del laboratorio di pasticceria. Danneggiamento aggravato in seguito a incendio, ricettazione di assegni, truffa e minacce i reati contestati. Oltre ad un altro reato di ricettazione, questa volta in concorso con la compagna 26enne, sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Pistoia: per 13 cappotti da donna della ditta “Hq” di Prato che, spariti durante una consegna quando Pieri lavorava come corriere, sono stati ritrovati in casa dei due.
L’incendio al laboratorio di via Bellini era stato appiccato poco prima delle due di notte del 19 marzo ad una stanza del piano superiore adibita ad archivio. Era stato lo stesso titolare ad accorgersi di fumo e fiamme e a spengerlo con l’aiuto dei suoi dipendenti. Il giorno dopo era andato a denunciare il fatto ai carabinieri, manifestando i sospetti che nutriva sul suo ex dipendente, lo stesso contro cui aveva sporto denuncia il 15 marzo precedente:la banca lo aveva avvertito che il Pieri aveva cercato di incassare un assegno di 927 euro con una firma che non corrispondeva a quella lasciata come campione da lui. Ed era venuto fuori che nei giorni precedenti aveva posto all’incasso altri due assegni: uno da 2.184 euro e uno da 1.000. Tutti appartenenti a due blocchetti trafugati dall’ufficio della pasticceria, come altri due trovati il 4 aprile successivo in casa del sospettato. —
M.D.
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